Il Dipartimento Regionale dell’Ambiente ha rilasciato con decreto n. 791 del 14 maggio, l’autorizzazione per l’intervento manutentivo di ripascimento della spiaggia di Vaccarella, proposto dalla Città di Milazzo tramite il Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico nella regione siciliana.

L’intervento prevede il riutilizzo di circa 3.000 metri cubi di inerti in esubero provenienti dal torrente Mela, destinati al ripascimento dell’arenile di Vaccarella, con finalità di tutela costiera e mitigazione dei fenomeni erosivi. Il materiale sarà trasferito e collocato nel tratto compreso tra il porticciolo turistico di Santa Maria Maggiore e l’area in prossimità dell’ex asilo Calcagno. Elemento rilevante dell’operazione è che l’intervento non comporterà costi per il Comune di Milazzo e non sarà sostenuto da ulteriori finanziamenti pubblici.
L’amministrazione comunale utilizzerà infatti gli inerti recuperati nell’ambito dei lavori di sagomatura dell’alveo del torrente Mela, già realizzati grazie a un precedente finanziamento di circa 5 milioni di euro destinato alla messa in sicurezza dell’area e alla ricostruzione dei bastioni. Il procedimento autorizzativo si è concluso con parere favorevole della Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali (C.T.S.), espresso nella seduta del 14 aprile 2026, subordinatamente al rispetto di specifiche prescrizioni ambientali finalizzate alla tutela degli ecosistemi costieri, della qualità ambientale e della sicurezza delle lavorazioni.
L’istruttoria tecnica ha accertato la compatibilità ambientale dei materiali movimentati, anche alla luce degli eventi meteorologici eccezionali verificatisi nei primi mesi del 2026.
«Si tratta di un intervento pianificato da quasi tre anni – precisa l’amministrazione comunale – contestualmente all’avvio degli importanti lavori nel torrente Mela. La presenza di una notevole quantità di materiale da rimuovere ci ha indotti a progettare questo ripascimento. Uno degli aspetti principali è stato quello della caratterizzazione del materiale per verificarne la compatibilità ambientale. Oggi, conclusi anche gli ultimi passaggi burocratici, possiamo finalmente avviare l’intervento che consentirà di contrastare l’erosione e ridurre i disagi vissuti da anni dai pescatori professionisti e dilettanti che operano a Vaccarella». I lavori avranno inizio in questa settimana come annunciato dal sindaco Pippo Midili precisando come “non si tratta di un intervento definitivo ma utile ad affrontare i prossimi mesi e progettare la soluzione per salvaguardare il borgo”. Sull’argomento è intervenuto Legambiente dei Peloritani Presidio del Tirreno che “sottopone all’attenzione di- Prefettura, Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina, Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Milazzo, Comando Corpo Forestale della Regione Siciliana, Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, Città Metropolitana di Messina e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Roma- la richiesta urgente di verifica, accesso agli atti e chiarimento tecnico-amministrativo in merito all’intervento di ripascimento della spiaggia di Vaccarella, nel Comune di Milazzo, il cui avvio è stato annunciato pubblicamente dall’Amministrazione comunale per i prossimi giorni.
La presente istanza è formulata ai sensi della normativa in materia di accesso alle informazioni ambientali, accesso documentale e trasparenza amministrativa, nonché nel rispetto dei principi di precauzione, prevenzione, tutela degli ecosistemi marino-costieri e buon andamento dell’azione amministrativa”.
“Si precisa -scrive il responsabile Pippo Ruggeri-che la presente richiesta non intende negare la necessità di intervenire a tutela del borgo di Vaccarella, interessato da fenomeni erosivi e da evidenti criticità costiere.
Proprio per questo è di fondamentale importanza la consapevolezza dell’origine dell’erosione costiera nella spiaggia di Vaccarella. E’ risaputo dalla letteratura scientifica che le modifiche della linea di costa con interventi rigidi sulle spiagge interferiscono sul moto ondoso e sul fenomeno ripascimento ed erosione naturale. Proprio per questo è opportuno fare una valutazione complessiva, se non sia stata fatta, delle modifiche che il sito ha subìto nel tempo, come pennelli che di fatto bloccano il trasporto naturale di sedimenti marini, innescando di fatto l’erosione, e se sia stato previsto il ripristino dell’equilibrio originario- prosegue la nota-.
Tuttavia, proprio perché l’intervento è presentato come misura di tutela del territorio, si ritiene necessario verificare che esso sia realizzato nel pieno rispetto delle prescrizioni ambientali, delle valutazioni tecniche, degli equilibri geomorfologici e delle garanzie di tutela degli habitat marini e costieri.
Dalla documentazione resa pubblica risulta che l’intervento sia stato autorizzato con Decreto del Dipartimento Regionale dell’Ambiente n. 791 del 14 maggio 2026, ai sensi dell’art. 109 del D.Lgs. 152/2006, sulla base del procedimento istruttorio relativo al progetto denominato “Intervento manutentivo presso la spiaggia di Vaccarella del Comune di Milazzo”, con riferimento anche al Parere della Commissione Tecnica Specialistica n. 337/2026.
Dagli atti e dalle comunicazioni pubbliche risulta inoltre che il materiale destinato al ripascimento sarebbe costituito da circa 3.000 mc di inerti in esubero provenienti dal torrente Mela, da collocare lungo il tratto di litorale di Vaccarella”.
“Alla luce di ciò, l’ente ambientalista formula le seguenti richieste.
1. Verifica urgente del rispetto delle prescrizioni ambientali contenute nel DDG n. 791/2026 e nel Parere CTS n. 337/2026
Si chiede agli Enti competenti di verificare, prima dell’effettivo avvio delle operazioni, l’integrale rispetto di tutte le condizioni ambientali contenute nel Decreto del Dipartimento Regionale dell’Ambiente n. 791/2026 e nel Parere CTS n. 337/2026.
In particolare si chiede di chiarire:
● se sia stata formalmente effettuata la verifica di ottemperanza
a tutte le prescrizioni ambientali;
● quale ufficio abbia effettuato tale verifica;
● con quale atto, nota, verbale o provvedimento sia stata attestata l’ottemperanza;
● se siano state trasmesse agli enti competenti le relazioni tecniche, i rapporti di prova, i certificati analitici, gli elaborati progettuali esecutivi e ogni altro documento necessario alla verifica;
● se l’avvio dei lavori annunciato pubblicamente riguardi attività preparatorie, trasporto del materiale, deposito provvisorio, spianamento, collocazione sull’arenile o vero e proprio ripascimento.
Tale chiarimento appare necessario perché un intervento autorizzato con prescrizioni non può essere considerato legittimamente eseguibile in assenza di una piena e documentata verifica del rispetto delle condizioni imposte dall’autorità ambientale.
1. Chiarimento sul periodo di esecuzione dell’intervento e sulla compatibilità con la stagione balneare
Si chiede di chiarire se l’intervento annunciato per la fine del mese di giugno / inizio luglio 2026 sia compatibile con le prescrizioni ambientali richiamate negli atti autorizzativi, con particolare riferimento al periodo di esecuzione dei lavori.
La questione è particolarmente rilevante perché l’esecuzione del ripascimento durante la stagione balneare può produrre effetti rilevanti sotto diversi profili:
● tutela degli ecosistemi marino-costieri;
● torbidità delle acque;
● disturbo alle comunità bentoniche e alla fauna interstiziale;
● sicurezza della balneazione;
● interferenza con la fruizione pubblica del litorale;
● compatibilità con le prescrizioni ambientali già impartite.
Si chiede pertanto di conoscere:
● se l’intervento sia stato programmato fuori dalla stagione balneare, come eventualmente prescritto dagli atti autorizzativi;
● se, in caso contrario, esista un atto espresso che consentaBl’esecuzione durante la stagione balneare;
● quale sia l’ente che ha autorizzato tale eventuale deroga o diversa calendarizzazione;
● se ARPA Sicilia, Capitaneria di Porto, Dipartimento Regionale dell’Ambiente, Comune di Milazzo e Commissario di Governo abbiano espresso specifico nulla osta rispetto al periodo individuato;
● se siano state previste misure di mitigazione ulteriori per ridurre torbidità, disturbo biologico, dispersione dei sedimenti e interferenze con l’uso pubblico della costa”.
“In assenza di tali chiarimenti, si chiede di valutare il differimento cautelativo delle operazioni sino alla piena verifica di conformità alle prescrizioni ambientali.
1. Verifica delle analisi di laboratorio e della compatibilità ambientale dei sedimenti provenienti dal torrente Mela
Dalle comunicazioni pubbliche dell’Amministrazione comunale risulta che uno degli aspetti centrali dell’intervento sia stato quello della caratterizzazione del materiale, al fine di verificarne la compatibilità ambientale.
Si chiede pertanto conferma che le analisi di laboratorio richiamate dall’Amministrazione siano state effettivamente concluse con esito favorevole e che abbiano accertato l’assenza di criticità ambientali, chimiche, fisiche, granulometriche ed ecotossicologiche.
In particolare si chiede di conoscere:
● quali campionamenti siano stati effettuati sul materiale proveniente dal torrente Mela;
● in quali date siano stati eseguiti i prelievi;
● da chi siano stati effettuati i campionamenti;
● quali laboratori abbiano eseguito le analisi;
● se i laboratori siano accreditati secondo la normativa applicabile;
● quali parametri chimici, fisici, granulometrici ed ecotossicologici siano stati analizzati;
● se siano stati prodotti rapporti di prova completi;
● se sia stata effettuata una comparazione puntuale tra i sedimenti del sito di produzione, alveo del torrente Mela, e quelli del sito di destinazione, spiaggia di Vaccarella;
● se sia stata verificata la piena compatibilità granulometrica, mineralogica e ambientale tra il materiale da conferire e il sedimento naturale dell’arenile;
● se siano state valutate eventuali alterazioni della qualità dell’acqua, della torbidità, della trasparenza e delle condizioni ecologiche del tratto marino interessato.
Si chiede inoltre la trasmissione integrale di:
● rapporti di prova;
● certificati analitici;
● relazione di caratterizzazione;
● relazione di compatibilità ambientale;
● elaborati grafici dei punti di campionamento;
● documentazione fotografica;
● eventuali pareri di ARPA Sicilia;
● eventuali prescrizioni relative alla fase di trasporto, deposito, spianamento e collocazione dei materiali.
La richiesta è particolarmente rilevante perché la compatibilità dei sedimenti non può essere affermata solo in via descrittiva o comunicativa, ma deve risultare da atti tecnici verificabili, sottoscritti, datati e accessibili.
1. Valutazione del bilancio sedimentario e del ruolo geomorfologico del torrente Mela
Si chiede una specifica verifica in merito agli effetti del prelievo, riutilizzo e spostamento dei sedimenti provenienti dal torrente Mela sul bilancio sedimentario del sistema costiero.
Dalla documentazione ambientale e geomorfologica relativa al territorio comunale di Milazzo emerge infatti che l’area non può essere letta come unbinsieme di porzioni isolate, ma come un sistema costiero-alluvionalebcomplesso, nel quale fiumare, piana alluvionale, depositi fluviali, depositi marini e linee di costa sono elementi interconnessi.
Il torrente Mela non costituisce dunque un semplice luogo di deposito di materiale inerte, ma appartiene a un sistema geomorfologico che storicamente concorre alla formazione, all’alimentazione e alla trasformazione della piana costiera e dei suoi depositi.
Alla luce di ciò si chiede di conoscere:
● se sia stata redatta una relazione idro-geomorfologica specifica sul bilancio sedimentario;
● se sia stato valutato il ruolo del torrente Mela nel trasporto solido verso il sistema costiero;
● se sia stato valutato l’effetto della sottrazione di 3.000 mc di sedimenti dal sistema torrentizio;
● se sia stato valutato il rapporto tra tale sottrazione e i fenomeni erosivi che interessano il litorale milazzese;
● se sia stato valutato l’effetto cumulativo tra interventi di sagomatura dell’alveo, rimozione degli inerti, trasporto del materiale e successivo conferimento sull’arenile di Vaccarella;
● se l’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia abbia espresso un parere specifico sul punto;
● se esistano studi, modelli, rilievi o elaborazioni tecniche che escludano effetti negativi sul bilancio sedimentario locale e sull’equilibrio del litorale.
Si precisa che la presente richiesta non afferma automaticamente che il prelievo determini un danno ambientale. Chiede però che venga reso pubblico se tale possibile effetto sia stato studiato, con quali metodi, da quali professionisti e con quali conclusioni.
Un intervento di difesa costiera che utilizza sedimenti provenienti da un corso d’acqua locale non può limitarsi alla sola compatibilità chimico-fisica del materiale. Deve chiarire anche il rapporto tra prelievo, trasporto solido,Bdinamiche litoranee, erosione e assetto idrogeomorfologico complessivo.
1. Verifica dell’impatto sulle comunità bentoniche, sulla fauna interstiziale e sugli habitat marino-costieri
L’intervento risulta previsto in un periodo ecologicamente delicato per glibambienti costieri e marini.
I fondali sabbiosi e gli arenili non sono superfici inerti. Ospitano comunità biologiche, organismi bentonici, fauna interstiziale, microhabitat e processi ecologici fondamentali per la catena trofica marina e per l’equilibrio dell’ecosistema costiero.
La movimentazione, il trasporto, la deposizione e lo spianamento di sedimenti possono determinare:
● seppellimento diretto degli organismi presenti;
● alterazione temporanea o permanente degli habitat;
● aumento della torbidità;
● modifica della granulometria superficiale;
● disturbo alla fauna interstiziale;
● alterazione delle condizioni fisico-chimiche locali;
● interferenze con fasi riproduttive o cicli vitali di specie presenti nell’area;
● effetti cumulativi se l’intervento avviene in periodo balneare o in condizioni meteo-marine non idonee.
Si chiede pertanto di conoscere:
● se sia stata predisposta una relazione biologico-marina specifica per l’intervento;
● se siano stati effettuati sopralluoghi subacquei o rilievi del fondale prima dell’intervento;
● se sia stata verificata la presenza di comunità bentoniche sensibili;
● se sia stata valutata la fauna interstiziale dell’arenile;
● se siano stati individuati habitat marini o costieri potenzialmente interferiti;
● se sia stato predisposto un piano di monitoraggio ante operam, in corso d’opera e post operam;
● se siano stati individuati indicatori biologici, fisici e chimici per misurare gli effetti dell’intervento;
● se sia stato previsto un protocollo di sospensione dei lavori in caso di torbidità eccessiva, dispersione anomala dei sedimenti o impatti non previsti.
In assenza di una relazione biologico-marina e di un piano di monitoraggio, si chiede agli enti competenti di valutare la necessità di un approfondimento preventivo prima dell’avvio delle operazioni.
1. Verifica della procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale in relazione ai siti Natura 2000 di Capo Milazzo
Considerata la prossimità dell’area di intervento al promontorio di Capo Milazzo e ai siti della Rete Natura 2000 presenti nell’area vasta, tra cui il sito terrestre di Capo Milazzo e il sito marino dei Fondali di Capo Milazzo, si chiede di conoscere se l’intervento sia stato sottoposto a procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale, comprensiva almeno della fase di screening.
La richiesta appare necessaria perché l’intervento, pur avendo finalità manutentiva e di difesa costiera, comporta:
● prelievo di sedimenti da un sistema torrentizio;
● trasporto del materiale;
● collocazione sull’arenile;
● movimentazione meccanica;
● possibile incremento della torbidità;
● possibile interferenza con habitat marini e costieri;
● possibile effetto indiretto o cumulativo rispetto agli equilibri ecologici dell’area vasta.
Si chiede pertanto di rendere disponibili:
● la Valutazione di Incidenza Ambientale predisposta per l’intervento;
● l’eventuale screening di incidenza;
● il parere dell’autorità competente;
● le eventuali prescrizioni impartite;
● gli elaborati tecnici utilizzati per escludere o valutare possibili incidenze sui siti Natura 2000 limitrofi;
● ogni eventuale nota, parere o valutazione relativa ai rapporti tra intervento di ripascimento, promontorio di Capo Milazzo, Fondali di Capo Milazzo e Area Marina Protetta.
Qualora l’intervento non sia stato sottoposto a Valutazione di Incidenza o a screening di incidenza, si chiede di conoscere le ragioni tecnico- giuridiche di tale esclusione.
Tale eventuale esclusione dovrebbe essere motivata in modo puntuale,
con riferimento:
● alla localizzazione dell’intervento;
● alla distanza effettiva dai siti Natura 2000;
● alle caratteristiche delle correnti e della dinamica costiera;
● alla possibile dispersione dei sedimenti fini;
● alla torbidità indotta;
● agli habitat marini potenzialmente interessati;
● alla natura cumulativa degli effetti;
● alla presenza dell’Area Marina Protetta;
● agli obiettivi di conservazione dei siti interessati.
In assenza di tale documentazione, si chiede agli enti competenti di valutare la necessità di attivare almeno lo screening di incidenza prima dell’avvio delle operazioni.
1. Verifica dei pareri acquisiti da ARPA Sicilia, Capitaneria di Porto, Autorità di Bacino, Regione, Comune, Soprintendenza ed eventuale Ente gestore dell’Area Marina Protetta
Si chiede di conoscere quali pareri, nulla osta, autorizzazioni o valutazioni siano stati acquisiti prima dell’avvio dell’intervento.
In particolare si chiede la trasmissione dei pareri eventualmente resi da:
● ARPA Sicilia;
● Capitaneria di Porto / Guardia Costiera competente;
● Dipartimento Regionale dell’Ambiente;
● Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia;
● Comune di Milazzo;
● Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana;
● Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali;
● eventuale Ente gestore dell’Area Marina Protetta Capo Milazzo;
● eventuali uffici regionali competenti in materia di biodiversità, demanio marittimo e tutela degli habitat.
Si chiede inoltre di sapere se siano stati acquisiti pareri specifici relativi a:
● compatibilità ambientale dei sedimenti;
● interferenza con la stagione balneare;
● tutela degli habitat marini;
● sicurezza della navigazione e delle attività portuali;
● modalità di trasporto del materiale;
● eventuale deposito temporaneo;
● gestione della torbidità;
● monitoraggio ambientale;
● eventuali interferenze con siti Natura 2000 e Area Marina Protetta.
1. Richiesta di accesso agli atti e alle informazioni ambientali
Alla luce di quanto sopra, si chiede l’accesso e la trasmissione in formato digitale della seguente documentazione:
1. Decreto del Dipartimento Regionale dell’Ambiente n. 791 del 14 maggio 2026;
1. Parere CTS n. 337/2026 in forma integrale;
2. progetto completo dell’intervento;
3. progetto esecutivo, ove disponibile;
4. relazione tecnica descrittiva;
5. elaborati grafici;
6. profili trasversali e sezioni di progetto;
7. elaborati relativi al percorso del materiale dal torrente Mela alla spiaggia di Vaccarella;
1. ordinanze comunali relative al trasporto, alla viabilità e all’esecuzione dei lavori;
1. rapporti di prova sui sedimenti;
2. certificati analitici;
3. relazione di caratterizzazione dei materiali;
4. relazione di compatibilità tra sedimenti del torrente Mela e sedimenti della spiaggia di Vaccarella;
1. eventuale relazione biologico-marina;
2. eventuale piano di monitoraggio ambientale ante operam, in corso d’opera e post operam;
1. eventuale Valutazione di Incidenza Ambientale



