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PROF. DOMENICO CATALFAMO: CONSEGNATO postumo al figlio Antonio IL PREMIO “IL MELETO DI GUIDO GOZZANO”

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Il prof. Domenico Catalfamo, com’è noto, è morto, dopo lunga malattia, a 88 anni, il 28 luglio scorso. Ma il mondo culturale continua ad occuparsi di lui a livello nazionale. È stato consegnato postumo al figlio prof. Antonio il Premio Speciale della Giuria «Il Meleto di Guido Gozzano», svoltosi ad Agliè, in una giornata insolitamente assolata per l’autunno nordico, nella suggestiva cornice della villa giardino (vedi foto) del poeta piemontese, massimo rappresentante del «crepuscolarismo» italiano.

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​La prestigiosa giuria era presieduta dalla prof.ssa Mariarosa Masoero, Docente Emerita di Letteratura italiana all’Università di Torino, e formata, fra gli altri, dal prof. Valter Boggione, attuale titolare della suddetta cattedra, e da Bruno Quaranta, giornalista di vecchia data delle pagine culturali de «La Stampa» di Torino e de «La Repubblica» (vedi foto).

​La prof.ssa Masoero ha voluto dare assoluta centralità al Premio assegnato a Domenico Catalfamo, la cui consegna ha aperto difatti la manifestazione, catalizzando l’attenzione del numeroso e qualificato pubblico presente (vedi foto), proveniente anche dall’estero, in quanto è prevista una sezione dedicata ad autori stranieri.

​L’illustre accademica (vedi foto) ha dedicato a Domenico Catalfamo un’ampia relazione, a motivazione del Premio conferito. Ha esordito sottolineando che, per via della morte dell’autore quasi contemporaneamente all’assegnazione dell’onorificenza, l’opera premiata, il volume di poesie «Le parole e il tempo» (Edizioni Pendragon, Bologna, 2025) ha assunto il ruolo di «testamento spirituale», conformemente ai propositi del poeta scomparso, il quale aveva provveduto negli ultimi anni di vita a selezionare personalmente, in un quaderno, i componimenti scritti nell’arco della sua lunga esistenza, suddivisi in tre sezioni, che evidenziano i vari periodi creativi, dalla prima giovinezza all’età matura, partendo, con una scelta originale, che la relatrice ha voluto sottolineare, da quelli più recenti a quello più lontani nel tempo, attraverso un percorso cronologico che evidenzia gli elementi di continuità, ma, nel contempo, quelli innovativi.

​La prof.ssa Masoero ha poi delineato le tappe fondamentali del percorso politico di Domenico Catalfamo, che si è intrecciato, per tutta la vita, con quello letterario, a cominciare dalla sua elezione a segretario della sezione del Partito comunista italiano di Barcellona Pozzo di Gotto, nel 1958, quando aveva solo 21 anni, passando attraverso l’elezione a Consigliere comunale nella stessa città, nel 1960, e, nel 1962, a Castroreale, sua città natia (il Nostro è nato precisamente nella frazione Bafia), per poi divenire, nel 1968, Assessore alla Cultura e Vice-sindaco, fino al 1987, allorquando non ha ripresentato la sua candidatura, ritirandosi della vita politica attiva, ma rimanendo profondamente fedele ai suoi ideali comunisti e continuando ad essere presente nel panorama politico e culturale con interventi a convegni e seminari.

​L’autorevole accademica ha sottolineato che Domenico Catalfamo ha incarnato la figura dell’«intellettuale organico» di matrice gramsciana, mettendo la sua cultura al servizio delle classi popolari in funzione di un cambiamento in senso socialista e comunista della società. A tal proposito, la prof.ssa Masoero ha accostato il Nostro a Rocco Scotellaro, sindaco-poeta di Tricarico, che ha anch’egli fuso impegno politico-amministrativo e impegno culturale.

​Quanto all’opera premiata, la raccolta poetica «Le parole e il tempo», la presidente della Giuria ha voluto evidenziarne il legame con l’attività politico-ideologica, e, nel contempo, lo specifico valore artistico letterario, che si è concretizzato nell’originale rappresentazione del mondo “magno-greco” in cui l’autore è vissuto, e nel recepimento, abilmente rielaborato ed interpretato, della cultura classica, in particolare di Lucrezio, con la raffigurazione della continua dialettica tra distruzione e costruzione, che sta a fondamento dell’universo, compreso quello umano, e della lezione che è venuta da Foscolo e Leopardi. In particolare, la prof.ssa Masoero ha rimarcato la funzione conoscitiva che Domenico Catalfamo ha attribuito al dolore, lungo la scia dell’ultima produzione leopardiana.

​In conclusione, l’autorevole studiosa ha riassunto i termini del nuovo «umanesimo» che sta alla base dell’opera complessiva di Domenico Catalfamo nella inesausta ricerca della verità, senza un punto d’approdo che possa essere considerato definitivo. Anche questo aspetto fa parte del «testamento spirituale», inteso in termini laici, che il Nostro ha voluto lasciare in eredità ai posteri, con una proiezione che va al di là dei confini locali e che abbraccia il panorama culturale e letterario nazionale ed internazionale, come dimostra il Premio che gli è stato assegnato e che, visto il suo prestigio, influisce sulla determinazione del canone della letteratura contemporanea ad ampio raggio.

​A questo punto, la prof.ssa Masoero ha chiamato in causa il figlio Antonio, presente alla manifestazione, al quale ha consegnato (vedi foto) la targa con la quale la Giuria ha inteso rendere omaggio a Domenico Catalfamo per perpetuarne la memoria. Il pubblico ha sottolineato la sua commossa approvazione con un lungo applauso.

​Il prof. Antonio Catalfamo ha rilasciato alla stampa la seguente dichiarazione: «È con immensa gioia ed emozione che ricevo la consegna di questo Premio a nome di mio padre, purtroppo scomparso. Esso testimonianza il valore complessivo della sua opera, evidenziato dalle parole insostituibili della prof.ssa Masoero, a nome della Giuria, che ringrazio.

​Non credo di poter aggiungere altro ad un giudizio così autorevole. Voglio solo augurarmi che altrettanti riconoscimenti vengano tributati a mio padre dalle istituzioni pubbliche locali ch’egli ha servito, ininterrottamente nella sua Sicilia per 28 anni, con totale dedizione, competenza ed estrema onestà.

​Voglio rendere noto in questa occasione che dopo il volume di poesie, “Le parole e il tempo”, qui premiato, e il successivo libro di racconti, “Luci dell’aurora” (2026), usciranno altri volumi di scritti, sia in versi che in prosa, che costituiscono l’“opera omnia” di mio padre, che vedrà la luce sempre per i tipi dello stesso editore, Pendragon di Bologna. Già nelle prossime settimane è prevista la pubblicazione di un nuovo libro di poesie, a cui seguiranno altri volumi».

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