Il 17 aprile al Parco Maggiore La Rosa un vertice tra esperti, sindacati e istituzioni per fare il punto sulla rivoluzione territoriale: Curarsi a casa propria è un diritto costituzionale”.

Non solo grandi ospedali per le emergenze, ma una rete capillare che arrivi fin dentro le case dei cittadini, specialmente i più fragili. È questo il cuore della sfida che verrà lanciata il 17 aprile 2026 presso il Parco Maggiore La Rosa. L’incontro pubblico “La continuità della cura nel distretto sanitario” si preannuncia come un momento cruciale per il futuro dell’assistenza medica locale.
Promosso da un vasto cartello di associazioni sindacali, professionali e culturali, l’evento punta i riflettori sull’attuazione della riforma prevista dal D.M. 77/2022 e dai fondi del PNRR.

Il distretto sanitario di Barcellona ha già iniziato a muovere i primi passi concreti in questa direzione. Attualmente sono operative:
Le Case di Comunità (Hub e Spoke), situate presso i locali della medicina di base del nuovo Ospedale; l’Ospedale di Comunità, attivato negli storici spazi del vecchio “Cutroni Zodda”. Queste strutture sono nate con un obiettivo chiaro: alleggerire la pressione sui reparti per acuti e garantire che anziani e persone non autosufficienti possano ricevere assistenza in un ambiente familiare o di prossimità.
“Dobbiamo fare squadra,” spiegano gli organizzatori, “affinché queste realtà siano conosciute e sfruttate al massimo delle loro potenzialità.”
Il programma dei lavori, moderato dal Prof. Francesco Speciale, si aprirà con l’introduzione di Salvatore Chiofalo (SPI/CGIL). Entreranno poi nel merito tecnico i dottori Antonio Monforte (Medicina di prossimità) e Carmelo Alberto Maugeri Saccà, che illustrerà come prevenzione e telemedicina stiano cambiando il volto dell’assistenza.
Il dibattito vedrà la partecipazione di figure chiave della sanità messinese, tra cui il Direttore Generale dell’ASP Messina, Giuseppe Cuccì, e i vertici sindacali provinciali di CGIL e SPI. Le conclusioni saranno affidate a Maria Concetta Balistreri, Segretaria Generale SPI/CGIL Sicilia.
“Prevenire è meglio che curare, ma per farlo servono strutture funzionanti e personale qualificato.”
Per trasformare la sanità territoriale in un sistema moderno, il dibattito si concentrerà su tre pilastri fondamentali:
1. Integrazione Totale: una rete che metta in dialogo medici di famiglia, pediatri, consultori, servizi di igiene mentale e assistenti sociali.
2. Innovazione Tecnologica: l’uso massiccio di Telemedicina, Intelligenza Artificiale e Fascicolo Sanitario Elettronico per accorciare le distanze tra medico e paziente.
3. Investimenti e Personale: la richiesta alle istituzioni è chiara: allineare la spesa sanitaria al 7,5% del PIL ed eliminare i tetti di spesa per le assunzioni, unica via per abbattere drasticamente le liste d’attesa.
L’incontro non è riservato agli addetti ai lavori, ma è una chiamata a raccolta per l’intera cittadinanza. Conoscere i propri diritti e le nuove strutture disponibili è il primo passo per garantire a ogni individuo, come recita la Costituzione, una vita dignitosa e cure accessibili.



