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PONTE, Salvini: “45 MILA RICHIESTE DI LAVORO” ma salgono a 6 MILIONI i compensi a 21 MANAGER 

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«Il Ponte di Messina sarà una eccezionale promozione per l’ingegneria italiana nel mondo. Immaginate che per partecipare alla costruzione del Ponte sono state inviate 45mila domande in pochi giorni per lavorare al progetto per farvi capire la fame, la voglia e l’utilità dello strumento».

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Così il vicepremier Matteo Salvini parlando ad un panel su «Infrastrutture e priorità» nell’ambito Festival dell’Economia di Trento.

«Il meglio dell’ingegneria mondiale – ha proseguito Salvini – ha messo le richieste di disponibilità di lavoro per lavorare al progetto del ponte: ingegneri, architetti, operai, tecnici. La Corte dei conti l’anno scorso ci fermò il progetto perché chiedeva ulteriori integrazioni, abbiamo approvato un decreto con l’ulteriore integrazione, si chiederà poi il parere all’Authority dei trasporti, il Consiglio superiore dei lavori pubblici, che è il massimo organismo tecnico e ci sta lavorando da settimane e darà il parere entro l’estate. Poi torneremo in Corte dei conti. I soldi ci sono, il progetto c’è, le aziende sono pronte, la mano d’opera è pronta, spero che non ci sia nessun pregiudizio ideologico per bloccare qualcosa che serve l’Italia e che il mondo ci invidierebbe», ha aggiunto Salvini.

Intanto, i cantieri per realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina non sono ancora partiti, ma i costi complessivi continuano a salire. E ad impattare sono soprattutto i compensi dei dirigenti di primo piano. Nonostante i continui annunci e rinvii sulla posa della prima pietra, difficilmente i lavori partiranno prima del 2027, con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, principale sostenitore politico del progetto, che a questo punto rischia anche di non essere più in carica al momento dell’inaugurazione dei cantieri.

Tra ricorsi delle associazioni ambientaliste e dei territori, continue deroghe alle normative ambientali e non solo, bocciature della Corte dei Conti, il progetto del Ponte finora è rimasto sulla carta ma la Società Stretto di Messina S.p.a. continua a gravare sulle casse pubbliche, essendo di proprietà del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di Anas e, in quota minore, di Rete Ferroviaria Italiana e delle Regioni Calabria e Sicilia.

Nel 2025, come confermano i dati aggiornati all’inizio di quest’anno e pubblicati dalla Società Stretto di Messina, rispetto all’anno precedente sono aumentati i compensi di 23 dirigenti e membri del Consiglio di amministrazione, del Collegio sindacale e dell’Organismo di vigilanza. L’aumento numerico (quasi raddoppiato) del personale, tra dirigenti, quadri e impiegati, ma anche quello degli stipendi, ha fatto impennare la spesa complessiva: poco più di 2,5 milioni di euro nel 2023, oltre 9 milioni nel 2024 e quasi 12 milioni nel 2025. I compensi dei dirigenti, saliti da 19 a 23 tra il 2024 e il 2025, lo scorso anno sono saliti da 4,5 milioni a oltre 6 milioni di euro.

L’amministratore delegato della Società Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, al momento percepisce 240 mila euro all’anno, ancora in linea con il limite fissato nel 2014 ma dichiarato illegittimo lo scorso anno dalla Corte Costituzionale. Ciucci può comunque contare anche su una ricca pensione maturata grazie ad una lunga carriera dirigenziale in Anas. Molto più alti gli stipendi lordi di altri dirigenti, e in molti casi ci sono integrazioni previste in virtù di altri incarichi con oneri a carico della finanza pubblica. Il più alto è quello di Andrea Parrella, responsabile della Direzione Legale, che percepisce quasi 358 mila euro ed è seguito da Francesco Parlato con quasi 320 mila euro, da Eugenio Fedeli con quasi 269 mila euro e dal direttore tecnico Valerio Mele, che guadagna oltre 265 mila euro ma, da dirigente distaccato da Anas, ha dichiarato altri 166 mila euro per un totale di circa 432 mila euro. Per quasi tutti i dirigenti, ad eccezione di alcune decurtazioni in base agli incarichi assunti, ci sono stati consistenti aumenti.

Questi tutti gli stipendi lordi dei 21 dirigenti della Società Stretto di Messina S.p.A., relativi all’anno 2025 (tra parentesi, i compensi del 2024).

– Alberto Bitossi, responsabile Project Management: 57.500 euro (115.000 + 28.750 di MBO relativo ad obiettivi raggiunti)

– Stefano Caroselli, responsabile Sistemi di Gestione: 191.760,25 euro (152.615 + 29.222 di MBO)

– Raffaele Celia, responsabile Uffici territoriali Calabria-Sicilia: 53.888,58 euro (180.990, relativi anche all’attività lavorativa svolta presso Anas + 54.297 di MBO)

– Marco Cerullo, responsabile Armamento: 110.080 euro (90.000 + 16.000 di MBO)

– Ilaria Maria Coppa, responsabile Ambiente, Territorio e Infrastrutture Sostenibili / Studi e Pianificazione Trasportistica: 199.576,49 euro (160.630 + 30.635 di MBO)

– Achille Devitofranceschi, responsabile Ingegneria Ponte: 67.661,04 + 85.830,20 euro per altri incarichi (133.000 + 25.355 di MBO)

– Lorenzo Falciai, responsabile Comunicazione e Media: 166.550,46 euro (132.479 + 25.085 di MBO)

– Eugenio Fedeli, Alta Sorveglianza Progettazione Ferroviaria / Innovazioni e Tecnologie: 268.917 euro (206.167 + 50.000 di MBO)

– Edgardo Greco, responsabile Tutela Aziendale: 239.425 euro (195.500 + 35.000 di MBO)

– Pietro La Barbera, responsabile Compliance e Risk management: 101.111,08 euro (130.000 + 32.500 di MBO)

– Agnese Leofreddi, responsabile Societario: 149.502,02 euro (119.907 + 22.818 di MBO)

– Omar Mandosi, responsabile HR, Organizzazione e Affari Generali: 122.706,47 euro (98.609 + 18.281 di MBO)

– Francesca Maria Mattei, responsabile Legale e Contenzioso: 197.062,50 euro (150.000 + 37.500 di MBO)

– Valerio Mele, responsabile Direzione Tecnica: 265.457,36 euro (168.951 + 48.431 di MBO)

– Alessandro Micheli, responsabile Ingegneria Collegamenti Stradali: 154.825,36 euro + 27.811,30 per altri incarichi (122.721 + 23.350 di MBO)

– Giorgio Micolitti, responsabile Ingegneria Collegamenti Ferroviari: 90.040 euro (80.000 + 12.000 di MBO)

– Francesco Parlato, responsabile Direzione Corporate: 319.450 euro (260.000 + 50.000 di MBO)

– Andrea Parrella, responsabile Direzione Legale: 357.890 euro (260.000 + 78.000 di MBO)

– Antonella Sannicandro, Responsabile Impianti Tecnologici: 92.630 euro (86.000 + 17.000 di MBO)

– Andrea Stefanoni, responsabile Acquisti e Contratti: 161.168,21 euro (125.072 + 24.300 di MBO)

– Giorgio Zavadini, responsabile Amministrazione, Bilancio, Pianificazione Controllo e Finanza: 212.342,41 euro (161.934 + 42.667 di MBO).

Senza neanche la partenza dei lavori, il Ponte sullo Stretto è destinato a costare 14,5 miliardi di euro totali alle casse dello Stato. E questo senza contare che, tra le varie penali, c’è quella da 1,5 miliardi di euro a carico dello Stato in caso di recesso e di abbandono del progetto. Il tutto, essendo la Stretto di Messina di proprietà pubblica, a carico dei cittadini. Va ricordato che la Società, fondata nel 1981, era stata liquidata nel 2013 ma riattivata dal governo Meloni nel 2023, per chiara volontà di Matteo Salvini, principale sostenitore del progetto. Al ministro dei Trasporti, più che realizzare il Ponte, sembra interessare andare avanti con i proclami sull’avvio dei cantieri e garantire, anno dopo anno, un vero e proprio stipendificio tra dirigenti, quadri, dipendenti e consulenti esterni. Numeri di non poco conto e in costante crescita da quando, per volere del governo Meloni, nel 2023 è stata rimessa in vita la spa e fermato il percorso di liquidazione.

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