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Milazzo

LA SUB MONICA morta alle Maldive con una muta INADATTA: “A LUGLIO TORNERÒ A CAPOMILAZZO”

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C’è anche Monica Montefalcone, 52 anni, docente associata di Ecologia del Distav all’università di Genova, tra le cinque vittime italiane alle Maldive, morte durante un’immersione nelle grotte subacquee a 50 metri di profondità nell’atollo di Vaavu.

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“Ho dedicato tutta la mia vita a scoprire e studiare le meraviglie che vivono sotto la superficie del nostro mare”, diceva Monica ai microfoni di una tv locale dopo aver ritirato, nel 2022, il Premio Atlantide che le era stato attribuito per il suo contributo alla comprensione degli ecosistemi marini e per il suo impegno nella conservazione dell’ambiente marino.

Insieme a lei muore anche la figlia Giorgia di 22 anni e altre tre persone, che partecipavano a una crociera scientifica biologica a bordo del Duke of York, uno yacht di lusso che offre escursioni e snorkeling nelle isole dell’Oceano indiano.

Anche Milazzo piange Monica Montefalcone, l’ecologa marina ieri, giornata nella quale è stato recuperato il suo corpo, si è appreso che Monica sarebbe dovuta tornare nella città del Capo a luglio per completare una nuova fase del progetto “Mare caldo”, il programma di ricerca dedicato agli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi marini del Mediterraneo avviato circa quattro anni fa e affidato proprio a lei come responsabile scientifica per il Distav, il Dipartimento di Scienze della terra, dell’ambiente e della vita dell’Università di Genova, in collaborazione con Greenpeace. “Fatemi completare alcuni lavori importanti e poi verrò a Capo Milazzo”, aveva promesso ai ricercatori e agli amici che aveva conosciuto nell’Amp milazzese che purtroppo non ha potuto mantenere.

Un programma di ricerca di grande rilievo che vede nell’Area marina protetta di Capo Milazzo una delle stazioni di monitoraggio più importanti del Mediterraneo. I fondali dell’Area marina protetta rappresentano infatti un laboratorio naturale strategico per osservare l’evoluzione degli ecosistemi marini e valutare l’impatto del riscaldamento delle acque su habitat delicati come le praterie di posidonia oceanica e le gorgonie. Ed è proprio qui che Monica Montefalcone aveva concentrato parte delle sue ricerche, effettuando immersioni e campionamenti insieme a ricercatori e subacquei esperti del territorio.

Tre anni fa, la docente aveva trascorso diversi giorni a Milazzo seguendo personalmente le attività sul campo.

Ma Monica non era solo un’apprezzata e affermata studiosa: il suo era un volto noto in tv e aveva anche realizzato una pubblicità che la ritraeva nuotare in acque cristalline con la sua muta azzurro cielo. Proprio su questa attrezzatura, secondo fonti maldiviane, Monica Montefalcone avrebbe indossato una muta corta “estiva”, ritenuta non adeguata per una discesa in grotta a profondità elevate.

La biologa marina esperta e subacquea di lunga esperienza, sarebbe quindi scesa a circa 60 metri con una protezione considerata insufficiente rispetto alle condizioni ambientali presenti n miella cavità, un “mutino” più adatto solitamente a brevi immersioni ricreative. Al momento non è chiaro se questo elemento possa aver avuto un ruolo diretto nella tragedia.

La questione rientra tra gli aspetti che verranno approfonditi dagli investigatori italiani e maldiviani.

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