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REPORTAGE di una siciliana in visita a Palermo, DULCIS IN PRIMIS: una cassata tradizionale ed una classica PER IL RISVEGLIO DEI SENSI 

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Arrivare nella capitale siciliana è come tuffarsi in una mare di prelibatezze quando hai fame: vorresti assaggiare tutto !

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Ma se hai la fortuna di avere una guida amante della ricerca e studentessa di archeologia all’Unipa, coinvolgente, appassionata… tutto diventa più semplice.

Prima di godere del presente un occhio al passato e la scelta cade sul visitare il Monastero di Santa Caterina per scoprire i segreti del Chiostro… e qui la differenza fra un turista straniero e chi invece vive in maniera viscerale la sua terra con i suoi colori e musiche e profumi e tradizioni e segreti (… e chi vuole ci aggiunga anche altro!!): noi siciliani abbiamo aspettative alte perché tutto ciò che ci circonda è un termine di paragone che non ha eguali al mondo.

Rispettiamo la fila per entrare nel laboratorio e

gustare i dolci delle antiche ricette delle monache (in religioso silenzio naturalmente!).

Arrivato il nostro meritato turno la scelta non cade sul cannolo preparato al momento

 

ma su « SUA MAESTÀ LA CASSATA SICILIANA « un dolce che non tutti apprezzano: chi non ama la ricotta o la glassa a volte esageratamente dolce rischia di declassare un « connubio di ingredienti e colori in perfetto equilibrio grazie ad una antica ricetta che solo le monache del monastero custodiscono gelosamente…(questa affermazione fa solo scena ..in verità i libri in vendita svelano i segreti più profondi della pasticceria del monastero!)

Il dolce « prescelto « viene gustato nel Chiostro dove una fontana accoglie la statua di San Domenico , commissionata nel 1781 dalla Reverenda Madre Priora Rosalia Migliaccio, al maestro scultore Ignazio Marabitti .

Lasciamo il Monastero e ci dirigiamo al Museo di zoologia Pietro Doderlein, fondato nel 1863 .

Nel corso dei successivi trent’anni Doderlein sfrutta le sue competenze di anatomista per creare una delle più grandi collezioni della fauna ittica mediterranea, di circa 1100 esemplari di pesci preparati a secco o conservati in liquido, insieme alle collezioni degli altri gruppi di Vertebrati.

La collezione erpetologica comprende circa 1000 esemplari, la collezione teriologica, circa 200, la collezione ornitologica oltre 1700.

Una sola stanza attrezzata con delle scale che ti portano in un corridoio adiacente alle vetrine che conservano reperti curati e conservati nei minimi dettagli,una totale immersione in un’epoca ormai passata ma profondamente vissuta con la passione di chi ama la ricerca e vuole farti sentire partecipe con la consapevolezza che il passato è fortemente presente.

Lasciamo il museo di zoologia, attraversiamo Via Lincon ed arriviamo all’’orto botanico di appartenenza dell’Università di Palermo.

La prima stanza con le sue boccette di erbe ,semi,radici delle più disparate mi riporta all’importanza della medicina naturale per curare e prevenire le malattie croniche :la natura al servizio dell’uomo che la rispetta !

Dopo un caffè nell’area dedicata al ristoro ci dirigiamo all’interno dell’orto botanico e vengo avvolta da una realtà eterea (mi riporta a Mary, ,protagonista del libro « IL GIARDINO SEGRETO »): colgo ciò che mi affascina, che mi stranisce, che mi emoziona:

Il FICUS STRANGOLATORE che avvolge dentro di sé tutto ciò che incontra

Le NINFEE con i loro colori ed il loro fascino

Il BAMBÙ GIGANTE la cui fioritura può avvenire ogni 60/120 anni ed è rara e precaria .Non posso non notare il cartello che ne raccomanda la tutela in quanto esemplari che hanno superato il secolo di vita ma come si può vedere dalla foto (vedi sotto)evidentemente il cartello non ha colto l’effetto voluto!

Affascinante come una leggenda che vede coinvolte principesse e dragoni L’ALBERO DEL DRAGO si presenta prepotente attirando la curiosità di grandi e piccini

Non è da meno il ficus magnoliolide la cui chioma ricopre una superficie di 2900 metri quadrati. Considerato l’albero con la chioma più grande d’Europa fu introdotto nell’orto nel 1845 ed eletto nel 2022 albero dell’anno .

Non meno importanti le serre che ospitano piante grasse come la serra delle CACTACEAE con i suoi circa 3000 esemplari

O serre con esemplari in vaso o in terra ferma come la SERRA CAROLINA (prende il nome dalla regina Maria Carolina di Borbone ) nota anche con il nome di Giardino d’inverno,la più grande Serra presente con i suoi 500metri quadrati .

Un’ala dell’orto non poteva non essere dedicata agli agrumi e piante officinali e aromatiche .

Nella sala dell’herbarium ci aspetta una sorpresa inaspettata:

l’orto botanico accoglie fino al 20 Ottobre 2026 il progetto Celibi-storia di una migrazione botanica- ,una mostra che si articola in 3 nuclei di opere ,piccole sculture che intessono un dialogo tra umanità e natura, tra futuro e passato, tra specie diverse…un contatto muto che invita al rispetto,sempre..per una BUONA VITA !

L’itinerario della giornata è stato impegnativo ma gratificante :sappiamo bene che siamo solo all’antipasto per cui.. ARRIVEDERCI A PRESTO PALERMO.

“Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare” (Andy Warhol)

(Carmen Trovato)

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