“Ancora una volta noi cittadini di Milazzo e aree limitrofe e le associazioni attive in questa zona siamo chiamati a difesa del progetto “Gigliopoli, la città dei bambini spensierati“ e di ciò che Gigliopoli rappresenta per questo territorio”. Così si legge nell’appello al presidente della Regione, all’assessore regionale alla Famiglia, al dipartimento regionale competente, al sindaco e al presidente del Consiglio comunale, sottoscrivendo un documento da parte di nove associazioni del territorio: AltalenaliberA, Ama Camminare con Sintonia, Città Invisibili, Civico 6, Cooperativa Utopia, Italia Nostra Sezione di Milazzo, Lute – Libera Università della Terza Età, Associazione Sportivi Milazzesi e le rappresentanze territoriali del Partito Comunista Italiano.

“Da più di 20 anni l’Associazione il Giglio, ideatrice del progetto Gigliopoli, opera in accordo con La Fondazione “Barone Giuseppe Lucifero di S. Nicolò” , proprietaria dei terreni in Milazzo, con impegno e dedizione nel campo dell’educazione, della crescita e della protezione dei bambini e dei giovani, attraverso attività formative, ricreative e colonie estive, promuovendo al contempo la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del patrimonio naturale del territorio. Tali attività rappresentano un patrimonio per la nostra comunità, favorendo l’inclusione sociale, l’educazione ai valori della solidarietà, della legalità e della bellezza, il rispetto della natura e la formazione delle nuove generazioni- prosegue la nota-. Chiunque decida di entrare nei locali della “Fondazione” e di accedere alle aree verdi può rendersi conto personalmente di quanta cura gli operatori del “Giglio” mettano nella progettazione e nella manutenzione di questi luoghi: la fattoria didattica e i suoi animali, ciascuno dei quali ha un nome e una storia ben nota ai bambini che frequentano Gigliopoli, Il labirinto, dove i bambini possono sperimentare l’emozione del perdersi e del ritrovarsi, gli orti biologici, nei quali i bimbi imparano il valore e la bellezza del coltivare essi stessi le verdure biologiche a Km 0, che poi gusteranno nei loro piatti a pranzo, collaborando gli uni con gli altri a questo rito. Gigliopoli è il luogo dove i bambini possono realizzare il proprio sogno, con il supporto e la collaborazione dei propri coetanei, e sperimentarsi nelle proprie naturali attitudini. Tutto questo è Gigliopoli, e molto altro.
Oggi questa eccellenza del nostro territorio, alla luce della deliberazione commissariale n° 22 dell’11/06/2026 e della precedente relazione delibera n. 17 dell’ 8/06/2026 e dell’atto di citazione del 15/06/2026 (allegati alla presente), rischia di scomparire.
Al netto delle parole minacciose usate dal Commissario della Fondazione Lucifero nei documenti allegati, e al netto delle contromisure di carattere giuridico che l’ Associazione “il Giglio” vorrà intraprendere, le associazioni firmatarie di questo documento, annunciano da subito iniziative di forte mobilitazione popolare in difesa del progetto “Gigliopoli, la città dei bambini spensierati”, volte a mantenere in vita un presidio educativo di assoluta eccellenza del nostro territorio che da oltre vent’anni, attuando, di fatto, le volontà testamentarie del Barone Lucifero e garantendo vita e presenza della omonima Fondazione, è un punto di riferimento essenziale per centinaia di bambini e famiglie”.
“Gli organi istituzionali in indirizzo si pronuncino anch’esse anche con atti concreti in favore del progetto Gigliopoli e dell’Associazione “il Giglio”, che hanno consentito alla Fondazione Lucifero di realizzare- concludono le sigle -, in tutti questi anni gli obiettivi per i quali è stata costituita. Nel rispetto delle leggi vigenti , nessuno può consentire che una rara eccellenza educativa come “Gigliopoli , la città dei bambini spensierati” possa scomparire”.
I rapporti tra la Fondazione Lucifero e l’associazione “Il Giglio”, dopo anni di collaborazione nella gestione delle attività di Gigliopoli di Capo Milazzo sono ormai approdati nelle aule del Tribunale di Barcellona per una battaglia giudiziaria con accuse reciproche e richieste che potrebbero ridisegnare il futuro dell’intero Ipab. L’udienza è stata fissata per il 21 dicembre prossimo.



