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MORTE BADANTE RUSSA a Barcellona, VIA AL PROCESSO a Mike Corica CON 21 TESTIMONI

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Si è aperto davanti alla Corte d’assise di Messina il processo a Michelangelo Corica, per tutti Mike, il sessantenne di Barcellona Pozzo di Gotto accusato dell’omicidio volontario aggravato della badante russa Raisa Kiseleva, il cui corpo fu ritrovato nel luglio 2025 lungo il torrente Longano. Per il dibattimento la Procura ha indicato 21 testimoni; l’udienza è stata aggiornata al prossimo 21 ottobre. Per l’imputato vale la presunzione di innocenza.

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La pubblica accusa, rappresentata in aula dalle magistrate Veronica De Toni e Dora Esposito, ha indicato 21 testimoni, tra cui numerosi consulenti tecnici e scientifici e gli agenti del Commissariato di Polizia che hanno condotto le indagini. L’imputato è difeso dagli avvocati Giuseppe Ciminata e Gaetano Pino.

Secondo l’accusa, la settantacinquenne residente nella città del Longano sarebbe stata uccisa nella notte del 7 luglio 2025 in conseguenza di una caduta da un muretto di cinta che costeggia l’argine del torrente Longano con il ritrovamento del corpo, in avanzato stato di decomposizione, avvenuto il 12 luglio. Corica avrebbe invitato la donna a seguirlo presso la sua abitazione ma al suo rifiuto, un contatto tra i due avrebbe fatto perdere l’equilibrio alla donna, che era seduta sul muretto del torrente lungo la via del Mare e pur avendo appurato che la donna dopo la rovinosa caduta sul greto versasse in una situazione di oggettivo pericolo di vita, avrebbe deciso di allontanarsi non prestandole i dovuti soccorsi, determinandone così la morte. La svolta nelle indagini sarebbe arrivata dopo diverse testimonianze raccolte, e anche grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza che avrebbero smentito l’ipotesi del gesto estremo o dell’incidente. L’uomo avrebbe sempre dichiarato la propria innocenza consegnando spontaneamente sei telefoni cellulari per analizzare i dati utili a ricostruire le ultime ore di vita della vittima. Secondo quanto contestato nel capo d’imputazione, al sessantenne barcellonese viene attribuito l’omicidio volontario dell’anziana che si trovava in stato d’alterazione psicofisica, con l’aggravante di aver agito nei confronti di una persona legata da una relazione affettiva e di aver approfittato delle circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la pubblica e privata difesa.

Il caso ha conosciuto passaggi giudiziari contrastanti. Arrestato nel luglio 2025, Corica era stato in seguito scarcerato dopo che il Riesame – sulla scorta di un annullamento con rinvio della Cassazione – aveva riqualificato l’ipotesi di reato in omicidio colposo. La Procura ha poi impugnato quella decisione, riportando al centro l’accusa di omicidio volontario aggravato e ottenendo il rinvio a giudizio. Sarà ora il dibattimento a stabilire la verità processuale: per Corica resta valida la presunzione di innocenza.

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