Un viaggio straordinario tra i segreti del clima, l’apocalisse del vulcano Tambora e l’emozione.

“Questo tempo da fine del mondo…” Una frase evocativa, quasi profetica, che fa da filo conduttore a un appuntamento culturale imperdibile. Il clima cambia, e mai come oggi questo dato è evidente sotto i nostri occhi. Ma cosa accade quando il cambiamento è improvviso, violento e inaspettato? Per secoli la scienza si è interrogata sulle cause di questi sconvolgimenti globali, trovando solo in epoca recente una risposta sorprendente: le grandi eruzioni vulcaniche sono state – e saranno – i veri registi delle variazioni climatiche del pianeta.

Per esplorare questo legame indissolubile tra la furia della Terra e la nostra storia, la Fidapa e il Rotary Club di Barcellona Pozzo di Gotto uniscono le forze per presentare un evento unico nel suo genere, patrocinato dai rispettivi presidenti Marilena Materia e Nicolò Mazzeo. L’appuntamento è fissato per venerdì 19 giugno 2026 alle ore 18:00, nella splendida e suggestiva cornice del Chiostro del Convento di Sant’Antonino.
Il cuore scientifico della serata sarà dedicato a uno dei cataclismi più imponenti dell’era moderna: l’eruzione del vulcano Tambora nel 1815. Un evento totale, capace di oscurare i cieli del mondo, raffreddare l’atmosfera e condizionare profondamente la percezione, la mentalità, l’arte e la letteratura del XIX secolo. A guidare il pubblico in questo affascinante viaggio nel tempo sarà un ospite d’eccezione: il Dott. Mario Mattia, Dirigente dell’Osservatorio Etneo INGV, che spiegherà come i giganti di fuoco plasmino il destino del nostro clima.
Il momento centrale della narrazione toccherà corde civilmente fin troppo attuali: la rabbia e la richiesta di giustizia. Verrà infatti svelato un incredibile ritrovamento emerso dagli archivi privati di Santo Brunetta: un manoscritto di protesta, composto all’epoca da Schepis Cocuzza. Un testo bruciante che denunciava, già allora, la piaga degli aiuti mancati e della pessima gestione dei soccorsi nel post-terremoto.
Dalla scienza all’emozione della memoria storica. La manifestazione sarà infatti arricchita dallo spettacolo teatrale e musicale “Sua Eccellenza u Terremotu”, portato in scena dal collettivo I CantaStoria. Attraverso le voci e le interpretazioni di Isabella Ferrauto, Mario Maugeri, Augusto Pagano e Iolanda Anzollitto, il racconto si sposterà sulle ferite sismiche del territorio, curando il legame tra uomo e natura profonda.
Ad arricchire ulteriormente l’incontro, l’autorevole intervento dell’Avv. Pino Privitera, Rettore UPCF, che contribuirà a tracciare i contorni storici e sociali di un’epoca in cui l’umanità si è scoperta fragile, ma straordinariamente resiliente, di fronte ai capricci della Terra.
Un’occasione unica per riflettere, ascoltare e capire che il nostro presente cammina da sempre su un suolo inquieto, sotto un cielo tutto da decifrare.



