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OMICIDIO Angelo Pirri a Giammoro, L’AUDIO DELLO SPARO al centro del processo 

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Via da ieri al processo davanti alla Corte d’assise di Messina a carico di Sebastiano Pirri, 64 anni, pensionato barcellonese originario di Montalbano Elicona, detenuto dal 9 luglio dello scorso anno con l’accusa di essere l’unico imputato del reato di omicidio volontario aggravato in relazione all’uccisione del figlio 41enne Angelo. Un delitto a sangue freddo, una vera esecuzione, seguita dal tentativo di far sparire il corpo: l’assassino avrebbe trascinato la vittima oltre la recinzione dell’autostrada Messina-Palermo, attraverso un varco ricavato nella rete, lasciando il corpo in un canale di scolo ai margini della carreggiata. Secondo la ricostruzione della Procura, il genitore avrebbe cagionato la morte del figlio nella tarda serata del 3 giugno 2025, il cui cadavere fu rinvenuto il 6 giugno in avanzato stato di decomposizione nella cunetta tra l’A20 e la strada interpoderale di Pace del Mela in contrada San Gaspano, attingendolo con un colpo di arma da fuoco calibro 7,65 alla nuca. Dopo l’ammissione delle prove, la difesa ha annunciato la richiesta di una perizia sul principale elemento dell’accusa: l’audio dello sparo registrato dalle telecamere di video sorveglianza del centro commerciale “Mondo Legno” nei pressi del luogo del delitto. Una telecamera ha registrato, alle 21.59 del 3 giugno, un rumore ritenuto compatibile con l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco, consentendo agli inquirenti di fissare l’ora dell’omicidio quando ancora il 64enne era in compagnia del figlio ma ha sempre negato che si sia mai verificata. Quello di Angelo Pirri – così come riferito dalla sua ultima compagna – doveva essere l’ultimo viaggio verso la Sicilia, in quanto la stessa vittima designata avrebbe scelto di trasferirsi in provincia di Brescia , perché forse aveva già percepito i pericoli a cui andava incontro. Angelo era padre di un adolescente avuto da una precedente relazione.

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Sebastiano Pirri ha ammesso di aver accompagnato quella sera in auto il figlio a Giammoro, di rientro da un viaggio a Napoli dove risultava residente poiché vive la compagna, in quanto aveva un appuntamento con delle persone. Poco dopo si è allontanato con la sua Fiat Grande Punto per andare a casa a prendere un pc portatile e dei droni che avrebbe dovuto riportare al figlio. Ma questi non lo ha più richiamato e Sebastiano Pirri è rimasto a casa. L’avvocato Giuseppe Lo Presti proprio sullo sparo punta a un autentico esperimento giudiziale con la ricostruzione delle condizioni della sera dell’omicidio per verificare se un colpo di pistola esploso nello stesso luogo e in circostanze analoghe verrebbe registrato dalle telecamere con le stesse modalità. Sulla richiesta la Corte si è riservata, ma si preannuncia una battaglia tecnica sul fronte delle consulenze foniche, con la nomina di periti Marco Perino e per la difesa dell’ingegnere informatico Roberto Consalvi, mentre le parti civili hanno scelto l’ex colonnello del Ris Fabio Zavattaro e l’ex luogotenente del Ris Simone Cesare. L’imputato è assistito dall’avvocato Lo Presti, mentre per le parti civili costituite dai familiari sono presenti i legali Filippo Barbera, Fabio Marchetta e Roberto Di Pietro.

Il processo riprenderà mercoledì 8 luglio, quando saranno sentiti altri testimoni indicati dall’accusa. È già stata fissata anche un’udienza per il mese di settembre prossimo.

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