Un’area protetta trasformata in un parcheggio coperto di brecciolino, proprio a due passi dal mare. Succede nella suggestiva località Tono, sul Lungomare di Ponente, dove i recenti lavori di sistemazione del terrapieno demaniale sono finiti al centro di una dura offensiva politica. A sollevare il caso è il consigliere comunale Gioacchino Abbriano (PD – 5 Stelle – PRC), che ha depositato un’interrogazione scritta indirizzata al Sindaco per fare luce su un intervento che, a suo dire, rischia di muoversi su un terreno normativo decisamente friabile.

L’opera, recentemente avviata dal Comune dopo aver ricevuto le aree in consegna dalla Regione Siciliana, prevede lo stendimento di uno strato di brecciolino sulla frazione di terrapieno più vicina alla battigia. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è chiaro: creare quattro varchi di accesso per consentire la sosta dei veicoli dei bagnanti e abbattere il sollevamento delle polveri, una storica criticità per i residenti della zona. Per l’occasione, la Polizia Locale ha già provveduto a limitare la velocità a 20 km/h.
Tuttavia, se da un lato l’esigenza di dare ordine e vivibilità alla frazione del Tono viene definita “condivisibile”, dall’altro la realizzazione pratica rischia di scontrarsi frontalmente con una giungla di vincoli di massima tutela.
Il cuore della contestazione risiede nell’incredibile valore ambientale dell’area. Il terrapieno in questione è infatti gravato dal vincolo paesaggistico e ricade nella fascia di inedificabilità assoluta dei 150 metri dalla battigia. Non solo: la zona confina direttamente con il S.I.C. (Sito di Importanza Comunitaria) e la Zona Speciale di Conservazione “Capo Milazzo”, oltre che con la neonata Area Marina Protetta.
Secondo gli strumenti urbanistici vigenti – primo fra tutti il P.U.D.M. (Piano di Utilizzo delle Aree del Demanio Marittimo) – quella specifica fascia costiera dovrebbe essere destinata esclusivamente a percorsi ciclopedonali e ad aree verdi attrezzate, spostando i parcheggi sul lato opposto della strada.
L’interrogazione di Abbriano si articola in dieci quesiti stringenti che non lasciano spazio a interpretazioni diplomatiche. Il Sindaco sarà chiamato a chiarire, carte alla mano, se l’intervento sia stato preventivamente autorizzato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e se la Regione (attraverso l’ARTA) abbia mai rilasciato il proprio assenso.
Ma i dubbi si estendono anche alla sicurezza stradale e ambientale. “Il fondo stradale in brecciolino rispetta le prescrizioni del Codice della Strada su stalli e separazione pedoni?” e ancora “È stata valutata la vegetazione spontanea prima di stendere il materiale?”. Infine, il nodo economico e della reversibilità delle opere: quanto è costato l’intervento e cosa succederebbe se gli organi di controllo dovessero dichiararlo abusivo?



