Si alza la tensione sul futuro del polo industriale di Archi. La proclamazione dello sciopero da parte del personale turnista della centrale elettrica A2A, indetto unitariamente dalle organizzazioni sindacali di categoria, segna un punto di non ritorno e certifica drammaticamente lo stato di paralisi e l’assenza di una visione di sviluppo per il sito. Una mobilitazione che suona come l’ennesimo campanello d’allarme per un territorio stremato, dopo anni di promesse non mantenute e vertenze rimaste sospese nel vuoto.

Sulla vicenda è intervenuto con fermezza Egidio Maio, coordinatore del circolo “A Carmoz” di Zero Waste Sicilia, ribadendo la gravità della situazione: «Più volte ci siamo espressi con proposte operative e pertinenti su questa delicata vicenda che si trascina ormai da troppi anni. La giornata di lotta dei lavoratori è un segnale di allarme chiaro: è stato raggiunto un limite invalicabile. Tutto questo accade nonostante le prese di posizione di sindaci, deputati regionali e nazionali che hanno sempre dichiarato di voler difendere l’occupazione e la continuità produttiva.»
Secondo l’associazione ambientalista, per uscire dall’impasse occorre un immediato cambio di passo politico e strategico. La forza lavoro della centrale, infatti, proviene da tutto il comprensorio e la crisi non può più essere gestita con una visione miope o frammentata. L’appello di Maio è netto: bisogna uscire dalla logica del «giardino di casa» e inaugurare una nuova stagione di rappresentatività territoriale. Serve una regia paritetica e paritaria tra tutti i sindaci dell’area AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale), con poteri e responsabilità finalmente condivisi.
La vertenza non può più rimanere circoscritta all’ambito locale. Zero Waste Sicilia chiama in causa direttamente la Regione Siciliana e il Governo Nazionale, a cui si chiede di chiarire una volta per tutte la strategia energetica del Paese e il ruolo che in essa deve giocare il sito di San Filippo del Mela. Di conseguenza, anche il colosso energetico A2A viene messo con le spalle al muro: «Il gruppo aziendale deve scoprire le sue carte e parlare chiaro sulle proprie intenzioni».
In chiusura, la linea tracciata da Zero Waste Sicilia resta intransigente sul fronte della salute pubblica e della tutela del territorio. Non saranno accettate scorciatoie o deroghe alle normative ambientali in cambio della salvaguardia dei posti di lavoro.
«Non siamo assolutamente disponibili ad accettare scambi o cessioni sul rispetto delle norme che regolano le emissioni in atmosfera. Nessun ricatto!» – conclude perentorio Egidio Maio.



