Il libro AMICIZIA in memoria di Simone e Mattia,i due ragazzi di Barcellona Pozzo di Gotto coinvolti in un incidente stradale travolti da una macchina che andava ad alta velocità, diventa un messaggio sociale: “siate presenti per i vostri figli, ascoltateli, non li fate sentire soli, rendeteli responsabili delle loro azioni. Abbiate cura di loro perché la vita può finire in un attimo…sembra un mantra che si ripete ma chi è chiamato a portare il proprio contributo in questa giornata dedicata alla memoria dei due ragazzi scomparsi non esita a mettere in evidenza quanto sia importante avere una famiglia attenta e pronta ad intervenire quando necessita, laddove il disagio e le difficoltà nel capire il valore della vita diventa silenzio,isolamento, ricerca di valvole di sfogo a volte nocive per se stesso e per gli altri.


L’auditorium è presente con un silenzio che parla: la voce della sofferenza,del vuoto, della paura genera una spinta verso la vita senza rassegnazione e il sentimento diventa parola in versi e la poesia genera la speranza di non sentire più di una vita spezzata.
Ogni intervento porta un inno alla vita:”basta morti premature”e non manca il grido “stop alla guerra “, “lo sport è cultura “, “bisogna creare rete non per prevaricare ma per emergere da questa società che propone esempi di divertimento e felicità lontani dal concetto di rispetto e salute per una sana convivenza.
Non posso che notare quanto sia ingiusto il messaggio che spesso noi genitori lasciamo passare ai nostri ragazzi: la corsa “all’avere” piuttosto che “all’essere” e spesso chi ne paga le conseguenze siamo sempre noi ,comuni mortali,che viviamo nella frenesia di un dare ai nostri figli piuttosto che condividere momenti sani,dedicati ad un bacio non rimandato,ad una parola mai più sospesa,ad un abbraccio perché “è il momento giusto…sempre”.

Amore è una parola gettonata da tutti:cerchiamo di spendere bene questo gettone affinché i nostri figli ,un giorno,possano restituire e condividere questo sentimento non solo con le parole.
E quando il tema degli eventi è così forte piuttosto che riempire le sale come fossero stadi da concerto pensiamo a riempire i cuori di chi sceglie di essere presente perché a volte si sceglie di ascoltare perché si ha il bisogno di solidarietà, cultura emotiva, contatto umano per poterlo poi trasferire,espandere, “cedere” a chi ha perso la “bussola della coscienza“.



