32.3 C
Milazzo

AEROPORTI di Catania e Comiso ai privati: IL CASO SAC sbarca a BRUXELLES

Pubblicato il :

Fronte comune di partiti e sindacati contro la cessione della maggioranza: depositata la petizione al Parlamento Europeo. «A rischio il diritto alla mobilità dei siciliani e la tenuta economica degli scali».

La battaglia contro la privatizzazione e la cessione della maggioranza azionaria di S.A.C. S.p.A., la società di gestione degli aeroporti di Catania-Fontanarossa e Comiso “Pio La Torre”, travalica i confini regionali e approda direttamente al Parlamento Europeo. Dopo gli esposti già depositati alla Procura della Corte dei Conti per la Sicilia e alle Procure della Repubblica di Palermo, Catania e Ragusa, Socialdemocrazia SD, insieme a PSI, Socialismo XXI, PLD e al sindacato CISAL Catania, ha formalmente presentato un’istanza alla Commissione per le Petizioni (PETI) di Bruxelles.

- Advertisement -

L’obiettivo è chiaro: chiedere all’Unione Europea di accendere un faro e fare piena luce su un’operazione finanziaria destinata a cambiare radicalmente il futuro e il controllo dei due scali strategici della Sicilia orientale.

Alla base dell’iniziativa c’è il timore che il passaggio di consegne dai soci pubblici ai privati si traduca in un salasso per passeggeri e compagnie aeree, oltre che in un depauperamento del patrimonio pubblico. I firmatari chiedono agli organi europei di verificare l’esistenza di garanzie concrete che impediscano al nuovo acquiring di scaricare i costi dell’acquisizione sulla società, sui diritti aeroportuali e, in ultima analisi, sui biglietti dei cittadini. La privatizzazione giunge peraltro in un momento delicato: se da un lato lo scalo di Catania Fontanarossa viaggia costantemente sui livelli di saturazione, dall’altro l’aeroporto di Comiso soffre di un cronico sottoutilizzo. A ciò si aggiungono le annose criticità legate alle infrastrutture, alla continuità operativa e alla gestione delle emergenze.

Tra le richieste inoltrate alla Commissione PETI spiccano:

1) La verifica del rispetto delle norme UE su concorrenza, aiuti di Stato e trasparenza tariffaria;

2) Il controllo sulla coerenza tra gli investimenti previsti dal Contratto di Programma ENAC-SAC 2024-2027 e le opere effettivamente realizzate;

3) L’analisi sulla legittimità di incentivi, contributi pubblici e accordi di co-marketing riservati ai vettori aerei.

Duro il commento dei promotori dell’iniziativa: «La questione fondamentale è comprendere perché il controllo di una società pubblica, titolare di infrastrutture decisive per lo sviluppo della Sicilia, debba essere trasferito ai privati e quali siano le garanzie per i cittadini», dichiara Vicky Amendolia, Vicesegretario nazionale vicario di Socialdemocrazia SD. «Non siamo di fronte alla vendita di una partecipazione qualunque. Modernizzare significa programmare investimenti e rafforzare le infrastrutture, non cedere il controllo senza aver chiarito condizioni e tutelato l’interesse generale».

Sulla stessa linea Claudio Melchiorre: «Chiediamo che sia verificata la conformità dell’operazione ai principi europei di trasparenza e concorrenza. La mobilità dei siciliani non può essere trattata come una variabile finanziaria e il futuro di due aeroporti strategici non può essere deciso senza un controllo pieno e indipendente. Chi intende cederne il controllo ha il dovere di spiegare quanto pensa di ricavare oggi, ma soprattutto quale prezzo la Sicilia rischia di pagare domani».

La petizione porta le firme di esponenti di primo piano del panorama politico e sindacale: per Socialdemocrazia SD Vicky Amendolia, Claudio Melchiorre e Giovanni Candido; per il Partito Socialista Italiano Antonino Oddo, Roberto Polizzi e Dario Francesco Paolo Aloisi; per Socialismo XXI Anna La Mattina; per il Partito Liberaldemocratico David Bonaventura; e per la CISAL Catania Giovanni Lo Schiavo.

Con l’ingresso della pratica negli uffici del Parlamento Europeo, la cessione di SAC cessa di essere una vicenda puramente locale o societaria per trasformarsi in un caso politico-istituzionale europeo, incentrato sul diritto fondamentale alla mobilità per chi vive in un’isola.

- Advertisement -

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement 4 -spot_img