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La Sicilia di Luigi Natoli: tra storia e romanzo popolare

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Si è svolto domenica 2 agosto, alle ore 19:30, il momento di studio e approfondimento “La Sicilia di Luigi Natoli: tra storia e romanzo popolare”, dedicato alla figura dello scrittore palermitano. Nonostante il caldo afoso che ha caratterizzato la giornata, l’iniziativa ha registrato una numerosa partecipazione di pubblico: chi aveva accettato l’invito non ha rinunciato a questo momento di riflessione, confermando l’interesse della comunità per la figura di Natoli e per la promozione della cultura siciliana. Proprio a causa delle temperature elevate, la sede inizialmente individuata per l’incontro è stata sostituita, in corso di organizzazione, con l’ampio atrio collinare scelto come spazio più arieggiato che ha permesso al pubblico di seguire i lavori con maggiore comfort.

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Il convegno è stato promosso dal Centro Internazionale di Etnostoria – Fondazione Aurelio Rigoli, con il patrocinio del Ministero della Cultura, in collaborazione con Edizioni Smasher.

Gli interventi. Sono intervenuti Beatrice Greco, Lacramioara Botez, Carmen Fasolo, Raffaella Celi e Maria Simone. Le relatrici hanno ricostruito in maniera approfondita le molte sfaccettature della figura di Luigi Natoli, soffermandosi in particolare sul suo legame profondo con la Sicilia, la sua storia, le sue tradizioni popolari e il tessuto sociale che l’autore ha raccontato per oltre trent’anni di attività letteraria.

Luigi Natoli nacque a Palermo il 14 aprile 1857 e vi morì il 25 marzo 1941. Insegnante, giornalista, storiografo e patriota di orientamento repubblicano, affiancò all’attività didattica e pubblicistica una vastissima produzione letteraria: racconti a sfondo storico, saggi critici, poesie, testi teatrali e libri di testo per le scuole.

È ricordato soprattutto come autore di romanzi d’appendice, pubblicati sotto lo pseudonimo di William Galt: in tutto trentuno titoli, il più celebre dei quali è “I Beati Paoli”, uscito a puntate sul Giornale di Sicilia dal 6 maggio 1909 al 2 gennaio 1910. Ispirato alla leggenda di un’antica setta segreta di sicari e vendicatori attiva nella Palermo del Sei-Settecento, il romanzo è diventato uno dei testi fondativi dell’immaginario popolare siciliano, più volte ripreso in adattamenti teatrali, radiofonici e televisivi.

Nell’opera di Natoli, storia documentata e romanzo popolare si intrecciano costantemente: un metodo narrativo che restituisce alla Sicilia — ai suoi luoghi, alle sue ingiustizie sociali, alle sue leggende — un ruolo di assoluto protagonista, ed è proprio questo aspetto che il convegno di Barcellona Pozzo di Gotto ha voluto approfondire.

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