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C’è la guerra, il genocidio, le ingiustizie… e poi c’è LA LUCE DEL RISVEGLIO di Francesca Albanese

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Notevole presenza al giardino Corallo a Messina per Francesca Albanese, giurista italiana esperta di diritto internazionale specializzata in diritti umani in Medio Oriente, relatrice speciale dal 2022 delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati. Una donna che non ha paura (ed invita a non averne) di denunciare ciò che è davanti agli occhi di tutti: diritti negati, falsità sui giornali, scarsa considerazione che il nostro Governo mostra per i suoi cittadini.

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Parla della nostra Sicilia come una regione sempre più presente e partecipe al cambiamento, una regione propensa ad abbandonare atteggiamenti mafiosi che hanno portato a malasanità, mancanza di servizi che un paese dignitoso non dovrebbe elemosinare; non dimentica di mettere in risalto una Sicilia fiera, orgogliosa e consapevole di avere risorse che il mondo intero ammira.

Francesca Albanese parla con semplicità malgrado sia diventata un mentore per tutte le persone oggi pronte a fermare un sistema crudele, malsano, malato. Il suo primo libro ”Quando il mondo dorme” è un contenitore di domande, azioni sostenute e iniziative intraprese dal popolo italiano, strumenti che hanno fatto da sprone per questo secondo libro che mostra la sua fierezza verso connazionali coraggiosi che manifestano contro un governo complice di un genocidio, complice di costruire guerre, complice di avere abbandonato la politica per soldi e sete di potere; un’Italia che difende gli accordi commerciali tra l’Europa e Israele, un paese piccolo con un’economia che non è quella di altri paesi sanzionati: ”le sanzioni di Israele – dichiara la giurista – farebbero molto male perché l’economia israeliana dipende dal commercio internazionale; ma il diritto internazionale parla chiaro: la decisione della Corte di Giustizia Internazionale obbliga gli Stati a recidere tutte le relazioni commerciali con l’occupazione israeliana e l’occupazione israeliana non si può separare da Israele. Non c’è un Israele buono e uno cattivo: c’è un governo israeliano che mantiene da più di sessant’anni una violenta e brutale occupazione militare in Palestina, terra che subisce questa pulizia etnica dall’occupazione dei colonizzatori britannici (tra il 1918 e il 1922)”.

La Albanese sottolinea che se ogni norma del diritto viene violata, il diritto stesso perde consistenza e questo non riguarda solo il diritto internazionale. La nostra Costituzione dice che tutti abbiamo il diritto alla salute e che esso è garantito ma se la gente non si reca negli ospedali perché tempi di attesa lunghi e trafile estenuanti significa che il diritto ad essere curati non è garantito.

I governanti sono dei mandanti del popolo non dei sovrani, il Governo non è svincolato dal popolo.

Durante l’incontro la giurista mette in evidenza come la tragedia che sta vivendo la Palestina ci fa  comprendere  quanto lo scollamento dal dettato costituzionale sia fatto reale per noi e quanto il senso di impotenza nei confronti del genocidio sia un riflesso di esso come cittadini in un paese dove il capitalismo ha dettato le linee guida della nostra esistenza: ”PRODURRE, CONSUMARE, CREPARE”, triste affermazione ma reale.

Dal genocidio il sistema capitalistico trae grande profitto: il genocidio di Gaza rappresenta l’elemento comune che tutti noi viviamo, anche noi siciliani: l’occupazione produce soldi e pochi ne traggono profitto (il capitalismo produce ricchezza che ad alcuni viene prelevata); necessita opporsi alla militarizzazione della società in cui la spesa militare è in cima agli investimenti e “sognare”,  perché il sogno non è distaccato dalla realtà (come scrive nel suo primo libro) ma una progettazione profonda tale da unire la sfera delle emozioni e del cognitivo insieme; probabilmente Israele nasce da un sogno, dal sogno di una patria, di un luogo sicuro per il popolo ebraico ma incamera l’incubo, il progetto che il benessere dì gruppo debba costruirsi sul malessere di qualcun’altro.

Lottare per la Palestina significa lottare per un’Italia libera e costituzionale: l’Europa si sta militarizzando, l’Italia si sta militarizzando ed ancora una volta come è successo tra la prima e la seconda guerra mondiale chi ha il potere racconta che questa linea crea impiego, possibilità di lavoro, soprattutto dove la disoccupazione si fa sentire e costringe all’esilio: questa la strumentalizzazione della depredazione attuata. Costruire  armamenti, carri armati, droni non dà da mangiare: una volta creati li usi e contribuisci alla costruzione di miseria presente e futura se non per te per qualcun’altro che prima o poi suonerà alla tua porta chiedendo acqua e pane che umanamente non puoi negare.

La Palestina oggi ci ricorda che la salvezza di tutti noi dipende dall’impegno collettivo.

Parlando del suo libro “LA LUCE DEL RISVEGLIO” afferma che rappresenta “un viaggio all’interno del tuo occhio”, una elaborazione faticosa ma vissuta con un grande senso di giustizia, la stessa che la porta a parlare della cultura dell’antimafia in Sicilia, ricordando che i caduti dell’ antimafia per far valere la Costituzione hanno sacrificato la loro vita lasciando un segnale importante: UNIRSI, USCIRE dal sentimento di autocensura e proteggere tutto ciò che il diritto  stesso protegge ovvero la salute, l’accesso alla casa in Palestina così come in Italia “La svolta è adesso “ – ribadisce – “siamo sospesi tra la speranza e l’abisso: virare lontani dall’abisso significa organizzarsi, pensare insieme, muoversi insieme per non rimanere piccoli individualisti destinati a perire”.

Oggi cinquantamila persone al mondo detengono tre volte la ricchezza detenuta dalla metà della popolazione mondiale; chi sono? come hanno fatto ad accumulare tanta ricchezza? Sono gli straricchi,  il sistema del necrocapitalismo, un sistema che fa profitti sulla morte.

La salvezza è creare empatia con esseri umani come noi per poi passare a tutto ciò che ci circonda: ciò che succede in Palestina è solo l’inizio; qui il necrocapitalismo ha sperimentato tecniche di contenimento che permettono di ammazzare centinaia di donne e bambini, e continuare a fare profitto ; Ok la borsa valori del paese che ammazza questa gente continua a crescere..perché?  Perché siamo tutti collegati: perché i fondi pensioni, le banche investono nell’industria militare, quella che dà un ritorno immediato sull’investimento. Con grande fermezza la Albanese invita a togliere i propri risparmi (per chi ancora ne possiede ) dalle banche che investono nell’economia della guerra affinché i nostri figli, i nostri nipoti non paghino ciò che stanno pagando con la vita i palestinesi.

Le mie conclusioni: Come vi sentireste se un giorno un nostro figlio o un nostro nipote adolescente venisse istruito per ammazzare  bambini e donne indifesi? Ebbene succede oggi in Palestina: a Gaza ragazzi e ragazze innocenti , indottrinati/e da un Paese militarizzato uccidono donne e bambini palestinesi…è genocidio e gran parte dell’Italia non può più far finta di non sapere.

“L’umanesimo è un appello all’empatia, alla compassione, alla ragione e alla creatività. È la risposta più appropriata al momento attuale”

Cit. Francesca Albanese.

(Carmen Trovato)

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