C’è una Messina che oggi si è svegliata orfana.

È la Messina che ama la cultura ed il cinema. La Messina che ieri ha perso Ninni Panzera. Oggi i social sono inondati da messaggi commossi, foto dell’avvocato, del direttore artistico, dell’uomo di cultura che quella Messina ha amato ed ama ancora e che lo ricorda con commozione.
Ninni Panzera è stato un uomo eccezionale. Unico ed inimitabile, con la sua eleganza fisica, (non ricordo di averlo mai visto con un capello fuori posto), la competenza enciclopedica e la genialità manageriale che lo ha condotto fino a ieri ad essere sulla breccia dell’onda grazie alla sua originale invenzione, il Messina Opera Film Festival. Questa manifestazione unica in pochi anni ha tracciato un segno indelebile nel panorama culturale ed artistico di Messina e di tanta altra parte di mondo.
Panzera aveva gestito da segretario Taormina Arte per trentacinque anni. Con quella qualifica aveva vissuto a stretto contatto con uomini di spettacolo di tutto il mondo, interagito con i più grandi maestri del cinema e del teatro del pianeta. Ma è stata molto significativa anche la sua direzione della saletta Milani, dove la Messina di cui sopra ha visto decine di film memorabili, molti non altrimenti reperibili. Un episodio eclatante fu la programmazione del film (allora sconosciuto ai più), di Giuseppe Tornatore “Nuovo cinema paradiso”. Che conobbe dopo le prime reazioni tiepide in altre sale italiane, proprio alla Saletta Milani la prima accoglienza trionfale, come in un’altra sala messinese, il cinema aurora del compianto Gianni Parlagreco. E Tornatore proprio al Milani pronunciò questa frase. “Stasera vado a dormire sognando che Messina sia il mondo intero”.
Come sappiamo tutti il sogno divenne realtà: quel film vinse l’Oscar come migliore film straniero e divenne un classico. Ninni Panzera ricordava sempre quelle parole che Peppuccio Tornatore pronunciò alla Milani.
Era un uomo dalla memoria eccezionale. Ne ho parlato ieri sera con Anna Mazzaglia, che ha condiviso con me lo stupore, il dolore e la rabbia per questa morte inattesa. Mi sorpresi quando anni addietro lo incontrai al Teatro e lui si ricordava di me ma soprattutto del mio cortometraggio che vinse il Messina Film Festival (da lui ideato ed organizzato) nella edizione di ventotto anni fa.
Fu un’altra l’occasione in cui mi parlò di questa sua idea geniale il Messina Opera Film Festival. Ci incontrammo un pomeriggio al cinema Lux dove si proiettava un capolavoro di David Linch “Mulholland Drive”.
L’idea era già un progetto che prese corpo alcuni mesi più avanti. Ed io ne sono stato spettatore nelle edizioni fin qui realizzate. Durante le quali il Messina Opera Film Festival ha spiegato le sue ali ed è già diventato una realtà nel panorama dei festival internazionali. Ultimamente lo avevo chiamato per fissare un appuntamento nel quale confrontarmi con lui su una mia idea, per la quale mi sarebbero serviti i suoi consigli. Non ho fatto in tempo a chiederglieli.
Siamo già ai titoli di coda, carissimo Ninni Panzera. Purtroppo non ci sarà un altro finale. Prima che lo schermo diventi buio, mi torna in mente la frase dell’ultimo film visto insieme a lei.
“Silencio…no hay banda”.
(Nicola Calì)



