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LE RADICI DEL FUTURO: a Rometta l’ex macello rinasce come “SCRIGNO DELLA MEMORIA”

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Il passato torna a parlare, e lo fa attraverso la voce dei più giovani e i ricordi dei più anziani. Il 15 giugno 2026 resterà una data storica per la comunità romettese: le porte dell’ex macello comunale, situato nei pressi di Porta Messina, si sono riaperte per svelare il MER, il Museo Etnoantropologico di Rometta.

I locali, sapientemente restaurati e restituiti alla cittadinanza, ospitano oggi il primo polo di cultura popolare dell’intero comprensorio, nato per proteggere la memoria, le tradizioni e l’identità del territorio. Non si tratta di una semplice esposizione statica, ma del frutto di un’alleanza straordinaria tra l’Amministrazione Comunale, i cittadini e il mondo della scuola.

Il vero motore del MER è stato il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni. Attraverso il progetto curriculare “Allestiamo un museo etnoantropologico a Rometta”, guidato dall’Istituto Comprensivo di Saponara, docenti e studenti sono diventati antropologi e storici per mesi. I bambini della scuola  Primaria hanno riscoperto l’antica e affascinante pratica della bachicoltura, seguendo da vicino tutte le fasi dell’allevamento del baco da seta, un tempo risorsa economica cruciale per la zona.

I ragazzi della Scuola Secondaria si sono sporcati le mani (e la mente) con la ricerca scientifica: hanno catalogato digitalmente i reperti, effettuato misurazioni precise e ricostruito il contesto storico di ogni singolo pezzo.

Il MER accompagna i visitatori in un viaggio immersivo nella vita quotidiana e nel lavoro del secolo scorso. Il percorso è suddiviso in ambienti tematici ricchi di fascino:

– Arti e mestieri di un tempo, la cucina domestica e la camera da letto d’epoca.

– Il focus sul Novecento: dagli anni Sessanta fino al Ventennio fascista.

– Le icone della tecnologia: la storia della mitica macchina da cucire Singer, l’evoluzione del cinema e persino i primi attrezzi ginnici realizzati in legno.

Tra gli oggetti di maggior pregio storico spiccano:

– Una vetrina libreria decorata con simboli sabaudi e del fascio littorio.

– Una radio rurale del 1936, testimone della comunicazione di regime e di massa.

– Un proiettore professionale Fumeo degli anni Settanta, che racconta la magia delle prime sale cinematografiche locali.

A completare questo mosaico della memoria ci sono i pannelli fotografici dedicati alla Rometta industriale del passato, con approfondimenti storici sulle vecchie fabbriche di laterizi e sull’opificio della polvere pirica, rimasti attivi fino alla metà del Novecento.

La nascita del MER è stata amplificata dal grande cuore dei cittadini di Rometta, che hanno partecipato in massa donando o prestando oggetti di famiglia, foto ingiallite e testimonianze orali, trasformando il museo in un’opera collettiva e condivisa.

Con l’inaugurazione del MER, Rometta non ha semplicemente aperto le porte di un nuovo spazio espositivo: ha gettato un ponte tra ieri e oggi, regalando alle nuove generazioni le chiavi per comprendere chi sono e da dove vengono.

(Loredana Aimi)

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