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“L’Ecologia del Pensiero” di GIUSEPPE LA SPADA e VALENTINA CAPIZZI: QUANDO LA BELLEZZA È RESPONSABILITÀ

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PIEDIMONTE ETNEO — Può un’immagine fermare il tempo e costringerci a ripensare il nostro impatto sul pianeta? Può la bellezza trasformarsi in un atto di responsabilità collettiva? Tra la maestosità del vulcano Etna e le gole dell’Alcantara prende vita “L’Ecologia del Pensiero”, il progetto ideato da Giuseppe La Spada e curato da Valentina Capizzi. Un’iniziativa che fonde arte contemporanea, impegno sociale e tutela ambientale per dimostrare che la vera transizione ecologica non nasce fuori di noi, ma dalla nostra mente.

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​Se la crisi ambientale è sotto gli occhi di tutti, il progetto di La Spada sposta il baricentro dell’analisi: esiste un inquinamento più subdolo, ed è quello che riguarda il modo in cui pensiamo, consumiamo e ci relazioniamo con il pianeta.

La Natura smette di essere un bene da proteggere “all’esterno” e diventa parte della nostra sostanza.

Come ricorda La Spada, la parola estetica contiene in sé la parola etica. L’arte abbandona il ruolo di semplice elemento decorativo e diventa uno strumento di risveglio politico e culturale.

«La vera rivoluzione ecologica non comincia fuori di noi. Comincia dal modo in cui impariamo a guardare.»

La Spada, figura di spicco della multimedialità internazionale — già Webby Award a New York (2007), regista dell’ultimo video di Franco Battiato “Torneremo ancora” e collaboratore al progetto del Premio Oscar Ryuichi Sakamoto alla Biennale di Venezia — mette al centro della ricerca l’elemento liquido.

L’acqua non è solo materia, ma soglia di trasformazione e spazio di immersione interiore. Nelle sue opere subacquee, l’essere umano spoglia la rigidità del mondo antropico per ritrovare la propria essenziale vulnerabilità.

​Il territorio di Piedimonte Etneo diventerà il teatro di un’esperienza sensoriale ed educativa senza precedenti: un ambiente immersivo composto da fotografie, installazioni, video e sound design dove il visitatore cessa di essere uno spettatore passivo.

Importante poi il coinvolgimento delle scuole coi Incontri e workshop dedicati ai giovani sul tema dell’acqua, del patrimonio naturale e della sostenibilità.

L’obiettivo dell’immagine non è la denuncia shock, ma produrre una frattura emotiva che apra alla riflessione critica.

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