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LETTERA APERTA al Candidato Sindaco di Merì Nino Siracusa: «La caccia al voto non calpesti la dignità dei professionisti. Su “Sicilia Tabloid” accuse sconsiderate»

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Preg. mo Signor Nino Siracusa , Candidato Sindaco di Merì,

ho ascoltato con molta attenzione la registrazione del suo comizio di ieri sera. Nel rispondere alla sua avversaria politica, Giusi Cicciari, lei ha ritenuto opportuno sollevare due precisazioni, tirando in ballo direttamente “Sicilia Tabloid”, la testata giornalistica che ho l’onore e il piacere di guidare in veste di Direttore Responsabile. Dal suo intervento è emerso chiaramente il malizioso tentativo di far passare questo giornale come una realtà “di parte” nello svolgimento di una recente intervista, strumentalizzando la presenza all’interno della nostra redazione del signor Carmelo Arcoraci, legittimamente schierato sul fronte opposto al suo in vista della competizione elettorale amministrativa del prossimo 24 e 25 maggio proprio a Merì.

Si tratta di un’accusa del tutto gratuita, ingiustificata, che genera in me una profonda tristezza. Mi amareggia constatare come, pur di racimolare qualche voto in più in una concitata campagna elettorale, si arrivi a calpestare con tanta leggerezza la professionalità e l’onorabilità delle persone. Questa redazione, sin dal suo primo giorno di vita, è stata da me rigorosamente “istruita” al rispetto assoluto del principio di equidistanza da tutte le posizioni, e non soltanto in ambito strettamente politico.

Al tempo stesso le dico che sono assolutamente sereno, ho la tranquillità di chi parla (scrive) con assoluta limpidezza e sincerità. Ed a tal proposito desidero scendere nel dettaglio, poiché io stesso ero fisicamente presente all’intervista “incriminata” alla candidata Giusi Cicciari, condotta dalla collega Loredana Aimi. Quell’incontro è volato via in modo così fluido e corretto che ci siamo persino complimentati con l’intervistata: in contesti simili, d’altronde, l’errore o il fraintendimento sono sempre dietro l’angolo. “Buona la prima” si dice in questi casi, e dunque video pronto per la pubblicazione.

A tal proposito mettiamo a sua completa disposizione il video originale dell’intervista e la invito formalmente – qualora lo ritenesse opportuno – a far visionare quel filmato da un tecnico di sua fiducia, per verificare se vi siano quei presunti “tagli” o quelle “aggiunte” di cui, con molta fantasia, ha parlato sul palco del suo comizio. Non troverà nulla di tutto questo: noi abbiamo la coscienza perfettamente pulita.

Sui termini, mi permetta, si è un po’ incartato, è evidente (la Treccani è servita pochino!). L’intervistatrice ha utilizzato l’espressione «il candidato Nino Siracusa non ha accettato il dialogo», intendendo chiaramente con il termine “dialogo” l’intervista stessa, che nella sua essenza non è altro che un colloquio tra chi domanda e chi risponde. Da questo dettaglio lei ha pensato bene di imbastire un fantasioso ricamo retorico…

Lei ha eccepito che la parola originaria dovesse essere “confronto”. Ma che senso avrebbe avuto, da parte nostra, affermare che lei avesse rifiutato un confronto, quando sapevamo benissimo che il confronto in pubblica piazza era esattamente ciò che lei desiderava? Questa intenzione mi era stata peraltro confermata dalla sua Assessora designata, Mariella Gugliotta. E, le confesso che mi rammarica profondamente che proprio quest’ultima non le abbia consigliato di evitare affermazioni così assurde in un comizio, considerando che, in molteplici occasioni private, lei stessa si è spesa in sinceri complimenti per l’equilibrio e l’imparzialità dimostrati dal nostro giornale.

Signor Nino Siracusa, può forse negare che siamo stati presenti e attenti a raccontare i tantissimi eventi che avete organizzato quando eravate amministratori in carica? E non abbiamo fatto esattamente lo stesso, con il medesimo scrupolo, in questa campagna elettorale?  Forse forse siamo stati più presenti da voi che dai vostri avversari. Il nostro redattore Carmelo Arcoraci non si è mai permesso – e sottolineo mai – di interferire con la linea editoriale o con i servizi riguardanti la campagna elettorale a Merì. Se lo avesse fatto, si sarebbe posto automaticamente fuori da questo giornale.

Anche in questa circostanza – anzi, direi soprattutto in questa circostanza – siamo stati di una vigilanza estrema. Era evidente che non si trattasse di un dibattito incrociato o di un confronto, bensì di due interviste separate, formulate con le identiche domande: una proposta che ciascuno di voi era liberissimo di accettare o rifiutare. Lei ha legittimamente scelto di non partecipare, e noi abbiamo rispettato la sua decisione senza alcun problema. Abbiamo intervistato i tre candidati Sindaci di Barcellona, i sei di Milazzo, e tutti ci hanno espresso gratitudine e si sono complimentati per il perfetto equilibrio dimostrato.

Lei, Candidato Siracusa, pensa davvero che una struttura professionale come la nostra potesse essere così “allocca” da schierarsi apertamente proprio a Merì, dove un nostro redattore è candidato? In questa circostanza, mi consenta di dirlo, ha commesso – avete commesso – una gravissima gaffe. Pur di colpire l’avversario politico, ha scelto di trascinare nel fango dei professionisti che lavorano quotidianamente per il territorio, al servizio di tutte le comunità e quindi anche di Merì, e di tutti i cittadini meriesi, nessuno escluso.

A lei e all’altra candidata auguro di cuore una serena ed efficace chiusura di campagna elettorale… e che vinca il migliore. Se lunedì i cittadini la eleggeranno Sindaco, sarò il primo a venire a stringerle la mano e a farle i miei complimenti; se così non dovesse essere, continuerò in ogni caso a tributarle il massimo rispetto umano e istituzionale. Come ho sempre fatto con tutti.

Con fermezza e professionalità,
Dott. Alfredo Anselmo
Direttore Responsabile “Sicilia Tabloid”

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