MILAZZO – La vicenda del finanziamento ministeriale per la riqualificazione dell’ex complesso industriale dei Molini Lo Presti si trasforma in un vero e proprio caso politico. Oltre 7,7 milioni di euro destinati alla rigenerazione urbana e allo sviluppo turistico ed economico del territorio rischiano di sfumare definitivamente, innescando una bufera sull’amministrazione comunale.

Di fronte a quella che viene definita una perdita rovinosa per la città, i consiglieri comunali di minoranza hanno deciso di fare muro comune. Il primo firmatario Lorenzo Italiano, insieme ai colleghi Giovanni Di Bella, Giuseppe Crisafulli, Maria Magliarditi, Franco Mario Coppolino e Gioacchino Abbriano, ha depositato una richiesta formale al presidente del Consiglio comunale, Angelo Maimone, per la convocazione urgente di una seduta straordinaria dell’assise cittadina. Un confronto aperto a cui dovranno prendere parte il Sindaco, gli assessori competenti e i dirigenti interessati per fare piena luce sull’accaduto.
Nel mirino dell’opposizione c’è l’intero iter amministrativo che ha portato all’avvio della procedura di revoca. Il contributo economico era stato concesso originariamente nel maggio 2021 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dopo una lunga sospensione dovuta alla complessa situazione ipotecaria dell’immobile, la convenzione era tornata efficace nel gennaio 2025, fissando come data limite per il completamento delle opere il 31 dicembre 2026.
Da lì in poi, la tabella di marcia si è trasformata in una corsa ad ostacoli:
- Settembre 2025: selezione della proposta del raggruppamento riconducibile all’operatore Formica.
- Marzo 2026: affidamento dell’incarico esterno per la verifica del progetto.
- Luglio 2026: la richiesta formale di proroga inviata dal responsabile unico del procedimento al Ministero per far slittare il termine a settembre 2028.
- Agosto 2026: la doccia fredda con la comunicazione ministeriale dell’avvio del procedimento di revoca del finanziamento.
A nulla sembrano essere servite le contromisure e le osservazioni inviate dal Comune: a metà settembre l’ente ha dovuto formalizzare al raggruppamento promotore la chiusura del rapporto
L’opposizione chiede risposte immediate e la trasmissione preventiva di tutti gli atti: dalla corrispondenza con il Ministero fino alle Determine dirigenziali e alle carte sulla selezione del promotore. Le preoccupazioni non riguardano soltanto la perdita dei fondi, ma anche le possibili conseguenze economiche e contabili per le casse comunali. La rescissione dei rapporti con l’operatore economico rischia infatti di esporre l’ente a pesanti richieste risarcitorie e contenziosi legali.
I consiglieri firmatari chiedono di verificare la regolarità della procedura di selezione, i requisiti della centrale unica di committenza ed eventuali responsabilità amministrative: «Non possiamo accettare che la perdita di oltre 7,7 milioni di euro destinati a un’opera così importante per Milazzo passi senza un chiarimento pubblico. I cittadini hanno diritto di sapere cosa sia accaduto e quali siano oggi le prospettive per il recupero dei Molini Lo Presti. Chiediamo trasparenza, responsabilità e risposte documentate: l’amministrazione riferisca in Consiglio e chiarisca se esistano ancora margini per recuperare le risorse o individuare nuove forme di finanziamento».



