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Tusa, LUCE E INCISIONE diventano ARTE VIVA: apre a Palazzo Costantino il nuovo MUSEO “ANGELINO PATTI”

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Giovedì 6 agosto a Tusa si alza il sipario sul nuovo Museo della Fotografia e delle Arti Visive “Angelino Patti”, uno spazio espositivo e laboratoriale di altissimo profilo che promette di diventare un nuovo punto di riferimento per il panorama culturale siciliano. Ospitato nella maestosa cornice di Palazzo Costantino — gemma barocca del Seicento incastonata nel cuore del centro storico —, il museo nasce da una visione scientifica raffinata e originale: mettere in dialogo due mondi apparentemente distanti ma uniti da un legame viscerale, la lastra fotografica e la lastra dell’incisione.

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Da un lato la fotografia, che accoglie la luce attraverso la chimica per immobilizzare il tempo e catturare l’istante fuggiasco; dall’altro l’incisione, figlia del gesto carnale e meditato della mano che scava il metallo con il bulino, costruendo l’immagine nell’attesa. È in questa tensione tra aggiungere e sottrarre che gli scatti storici del maestro Angelino Patti incontrano le opere della grafica d’arte, dimostrando come ogni rappresentazione visiva non sia una semplice copia della realtà, ma una sua profonda e intima interpretazione.

L’iniziativa, resa possibile grazie ai fondi del PNRR (Bando Borghi) e fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Angelo Tudisca, segna un passo decisivo nel percorso di rinascita del borgo.

«Questo Museo è nato da una visione coraggiosa e si è concretizzato nel tempo grazie a un impegno costante», dichiara il primo cittadino Angelo Tudisca. «Dalle immagini di Angelino Patti, capace di catturare l’anima del nostro territorio, al dialogo con i segni incisi dei grandi Maestri, questo luogo diventa uno spazio vivo: un laboratorio di memoria e di futuro dove la storia incontra le nuove generazioni».

Il percorso all’interno di Palazzo Costantino è stato concepito come un’esperienza immersiva sviluppata su tre distinti piani:

Piano 0 – Archivio Angelino Patti: la sezione permanente che custodisce l’eredità del fotografo tusano (1895–1969). Dal suo rientro dagli Stati Uniti nel 1927, Patti ha documentato per decenni i volti, i riti religiosi, i lavori e le trasformazioni sociali della comunità. Tra stampe d’epoca e supporti multimediali, la sua opera si conferma una risorsa antropologica inestimabile per la Sicilia.

Piano 1 – Arti Visive: uno spazio fluido e contemporaneo dedicato ai linguaggi incisori, concepito per ospitare mostre temporanee di maestri storici ed emergenti. Tra le gemme esposte spiccano le opere di Tano Santoro, figura di spicco dell’incisione italiana, e la collezione permanente ideata da Enzo Napoli e Aurora Mastroeni.

Piano 2 – Sala Education: l’anima laboratoriale del museo, pensata per workshop, didattica e formazione, dove giovani e appassionati potranno sperimentare in prima persona il processo creativo che lega l’occhio, la materia e il pensiero.

L’allestimento e la direzione artistica portano firme di primo piano: il progetto è stato curato dal team milazzese Hi-Fly (già firma del Museo delle Arti Marinare di Milazzo), con la direzione artistica del celebre visual artist Giuseppe La Spada.

Con l’apertura del Museo “Angelino Patti”, Tusa dimostra come un piccolo borgo possa farsi capitale della cultura, trasformando la polvere della storia nella luce del domani.

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