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EDITORIALE – Il “Grande Reset” del Centrodestra barcellonese: tra Realpolitik e direttive dall’alto

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A Barcellona Pozzo di Gotto l’aria della primavera elettorale inizia a farsi sentire, portando con sé non solo i profumi della stagione, ma anche il denso fumo delle manovre politiche. Ci avviciniamo alle amministrative di maggio e il quadro che si sta delineando per l’elezione del nuovo Sindaco e del Consiglio Comunale merita una riflessione che vada oltre la semplice cronaca dei nomi.

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Se da un lato abbiamo le certezze di Melangela Scolaro per “Sud chiama Nord” e la sfida del centro-sinistra a trazione PD con David Bongiovanni, è sul fronte opposto che si è consumato il “miracolo” politico della settimana: la ricompattazione del centro-destra.

Dopo anni di tensioni in Consiglio, strappi e una sindacatura — quella di Pinuccio Calabrò — vissuta spesso sotto il segno della frammentazione, la coalizione ha deciso di resettare tutto. Il nome della sintesi è Nicola Barbera, attuale vicesindaco, che oggi si propone come il garante di un’unità ritrovata.

Al suo fianco, già blindato nel ruolo di vice, troviamo Gianluca Sidoti, mentre all’orizzonte si profila il ritorno in pompa magna di Forza Italia. Il partito degli azzurri, dopo una lunga stagione all’opposizione, rientra nei ranghi della maggioranza reclamando spazi di rilievo: si parla di assessorati pesanti e della Presidenza del Consiglio Comunale.

In città (e sui social) si manifesta sorpresa. Ma guardiamoci in faccia: siamo adulti e vaccinati. La politica, specialmente a queste latitudini e con scadenze così sentite, non vive di improvvisazione. Era ampiamente scontato che, al netto delle frizioni locali, alla fine prevalesse la logica del “calderone” unico (a volte la bella lingua italiana regala bizzarrie…).

Le direttive piovute da Roma hanno tracciato la rotta, ricordando a tutti che l’unità è l’unico viatico per mantenere l’egemonia in un territorio che, storicamente, appartiene a questa area politica.

Tuttavia, il quadro non è ancora definitivo. Restano le nubi all’orizzonte del Centrosinistra, dove le assenze pesanti del Partito Socialista e del Movimento 5 Stelle alla presentazione di Bongiovanni suggeriscono che la partita a sinistra sia tutt’altro che chiusa. E poi c’è l’incognita di una candidatura civica di centro, pronta a pescare nel malcontento di chi non si riconosce in questi schemi preordinati.

Barcellona Pozzo di Gotto si prepara dunque a un voto che sa di restaurazione per alcuni e di scommessa per altri. Resta da capire se i cittadini premieranno questa ritrovata (e strategica) armonia o se cercheranno risposte altrove. Noi, come sempre, osserveremo i fatti in modo equidistante e terremo informati i nostri lettori, con l’auspicio, quello sì, che il futuro sindaco possa essere “il migliore possibile” per questa comunità dalle grandi potenzialità.

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