Un quarantenne, residente in provincia di Messina, è imputato davanti al Tribunale di Monza per aver adescato sui social una bambina di 11 anni, convincendola a inviargli fotografie intime. Secondo l’accusa, episodi analoghi si sarebbero verificati anche in precedenza con la sorella maggiore della vittima. Il processo è in corso a Monza, dove la famiglia della ragazzina si è trasferita da alcuni anni. Nel corso dell’udienza in Aula è stata ascoltata la sorella maggiore della vittima, oggi venticinquenne , la cui deposizione è considerata centrale. La giovane ha raccontato che fu la madre a scoprire le conversazioni sul telefono della figlia più piccola. L’uomo avrebbe avviato il contatto tramite Messenger, inizialmente con messaggi apparentemente senza altri fini, per poi chiedere successivamente l’età alla bambina e le immagini online. Dopo aver appreso che aveva 11 anni, le avrebbe chiesto di inviargli delle foto. Secondo quanto riferito in Aula, la minorenne avrebbe inviato immagini in cui appariva in intimo o a torso nudo, in parte coperta da un peluche. La teste ha inoltre dichiarato che anche lei, quando aveva tra i 15 e i 16 anni, sarebbe stata avvicinata dall’imputato, conoscente del padre, con richieste di incontro per un caffè durante i periodi trascorsi in Sicilia, proposta mai accettata.

A far emergere il caso sono stati i genitori della piccola, che, dopo aver scoperto le chat, hanno presentato denuncia. Le indagini dei carabinieri di Monza hanno permesso di risalire all’uomo con riscontri nella banca dati delle forze dell’ordine dove risultavano precedenti e tramite il profilo Facebook. I fatti risalgono al 2019. L’imputato ha sempre respinto le accuse. Il procedimento giudiziario è ora alle battute finali: la prossima udienza è fissata per luglio, quando il pubblico ministero potrebbe avanzare la richiesta della pena.



