Successo al Museo dell’Abito da Sposa per il convegno promosso dalla Fondazione Aurelio Rigoli e dalla Pro Loco insieme a Edizioni Smasher Un tuffo nell’identità siciliana tra memorie, poesia e cultura.


Riscoprire le radici umane e sociali della Sicilia attraverso uno dei momenti più carichi di significato politico, economico e sentimentale della vita della comunità: il matrimonio. Domenica 19 luglio, la suggestiva cornice del Museo degli Abiti da Sposa, del Ricamo e della Sartoria di contrada Vecchia Marina a Sinagra ha ospitato il convegno dal titolo “Nozze contadine e matrimonio borghese”, un’iniziativa culturale di prim’ordine promossa dal Centro Internazionale di Etnostoria Fondazione Aurelio Rigoli, in sinergia con la Pro Loco, l’Amministrazione Comunale, la casa editrice Edizioni Smasher e con il patrocinio del Ministero della Cultura.
A dare il via ai lavori è stata l’Assessore alla Cultura del Comune di Sinagra, Marzia Mancuso, che ha espresso il grande valore istituzionale ed educativo di eventi volti al recupero della memoria. Successivamente, la Presidente della Pro Loco, Vincenza Mola, ha introdotto i temi del convegno rendendo un sentito omaggio alla figura del prof. emerito Aurelio Rigoli e della prof.ssa Annamaria Amitrano. Mola ha evidenziato l’imprescrivibile contributo dato dai due studiosi alla valorizzazione e diffusione della cultura nei Nebrodi grazie alla fondazione del Centro Internazionale di Etnostoria con sede ad Ucria.

Il cuore pulsante dell’incontro è stato affidato ai relatori Antonino Pinzone e Silvana Arnone, rappresentanti del Centro Internazionale di Etnostoria. Con un’accurata disamina ricca di rimandi storici e richiami all’opera del celebre demologo Giuseppe Pitrè, Pinzone e Arnone hanno tratteggiato con efficacia i due volti dell’istituto matrimoniale nella Sicilia di un tempo: da una parte la concretezza comunitaria, i rituali scaramantici e la semplicità operosa delle nozze contadine; dall’altra la rigidità formale, il prestigio sociale e la magnificenza ostentata del matrimonio borghese.
L’evento ha visto anche il prezioso contributo di Carmen Fasolo, editrice di “Edizioni Smasher”, che ha sottolineato la rilevanza strategica dell’alleanza con la Fondazione Rigoli per preservare il patrimonio immateriale dell’isola: “È fondamentale collaborare per trasmettere la memoria storica e le tradizioni locali. È il solo modo per non dimenticare il passato e costruire, su basi solide, il nostro futuro”.
A coronare la dimensione emotiva della manifestazione è stato il momento dedicato alla lirica e alla letteratura. Alcuni soci della Pro Loco – il prof. e giornalista Domenico Orifici e le poetesse Ina Franchina, Maria Giglia e Lina Santangelo – hanno regalato ai presenti toccanti letture poetiche dedicate ai temi dell’amore, della terra e della tradizione.
In chiusura, la Presidente Vincenza Mola ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti, con un pensiero speciale indirizzato a Lacramioara Botez Rigoli (figlia del compianto professore), all’Amministrazione Comunale e a tutta la squadra di soci e volontari che hanno reso possibile la perfetta riuscita dell’evento: Emanuela Mola, Enza Giglia, Salvatore Favazzo, Nino Nardo, Elena Nardo, Giuseppe Spiccia, Alessandro Morello, Melo Augusto e Melo Bongiorno.



