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Aeroporto del Mediterraneo – SCIARA HOLDING a Leanza e Sidoti: «Il lavoro è stato fatto, ora servono decisioni concrete»

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La società rivendica il percorso documentale già avviato e annuncia il coinvolgimento dei 108 Comuni della provincia di Messina. Sul tavolo anche l’ipotesi di un consorzio territoriale e l’acquisizione delle aree individuate tra Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Milazzo.

Messina – L’Aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo torna al centro del dibattito sul futuro infrastrutturale della provincia di Messina. Sciara Holding, attraverso il CEO Fabio Bertolotti, interviene dopo le posizioni espresse dal deputato regionale Calogero Leanza e dal consigliere della Città Metropolitana Salvatore Sidoti, ringraziandoli per aver condiviso l’urgenza di dotare il territorio di una propria infrastruttura aeroportuale.

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La società ribadisce la disponibilità ad aprire un tavolo di confronto con le istituzioni e gli altri soggetti interessati, sottolineando che l’iniziativa avrebbe già superato una prima fase di elaborazione documentale e di interlocuzione con gli enti competenti. Adesso, la richiesta è quella di passare dalle manifestazioni di interesse a decisioni concrete.

Tra i passaggi richiamati da Sciara Holding figura l’inserimento dell’opera nel Piano strategico e nel Piano urbano della mobilità sostenibile della Città Metropolitana di Messina, con protocollo n. 0017687/2025 del 15 aprile 2025. La società cita inoltre una comunicazione dell’ENAC del 15 novembre 2024 e la trasmissione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il 17 febbraio 2026, della documentazione richiesta, registrata con protocollo n. 0041582.

Nel percorso descritto rientrano anche le interlocuzioni con diversi Comuni e l’avvio dei contatti con i proprietari di immobili e terreni nelle aree individuate nei territori di Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Milazzo, in vista di una possibile acquisizione.

Uno degli elementi centrali dell’iniziativa riguarda il coinvolgimento dell’intero territorio metropolitano. Sciara Holding riferisce di aver avviato la trasmissione di documentazione a tutti i 108 Comuni della provincia di Messina, con l’obiettivo di illustrare la rilevanza strategica dell’infrastruttura, i profili di sostenibilità economica e ambientale e le potenziali ricadute sul turismo e sull’occupazione.

Alle amministrazioni è stato chiesto di manifestare il proprio interesse, valutare l’eventuale adesione a un consorzio in fase di costituzione e considerare forme ufficiali di sostegno istituzionale. Da qui l’ipotesi di un «patto dei 108», una collaborazione territoriale che, nelle intenzioni della società, dovrebbe coinvolgere le comunità locali nella valorizzazione delle produzioni, delle eccellenze turistiche e delle attività economiche.

L’obiettivo dichiarato è fare dello scalo non soltanto un punto di riferimento per i collegamenti, ma anche un possibile motore di sviluppo per le imprese, i servizi e l’occupazione. Eventuali benefici economici per i Comuni aderenti, precisa la società, dovrebbero essere definiti attraverso accordi specifici e nel rispetto della normativa vigente.

La questione si inserisce nel più ampio tema del divario infrastrutturale della provincia di Messina, che non dispone di uno scalo aeroportuale nel proprio territorio. Parallelamente, è in corso l’iniziativa volta a ottenere l’inserimento dell’opera nel Piano nazionale degli aeroporti, passaggio che rappresenterebbe un ulteriore elemento nel percorso istituzionale.

«Non vogliamo realizzare soltanto un aeroporto, ma creare le condizioni per generare turismo, investimenti, crescita delle imprese e occupazione», afferma Bertolotti, ribadendo la volontà di attribuire ai Comuni un ruolo da protagonisti.

Il CEO di Sciara Holding torna quindi sul significato delle recenti prese di posizione politiche e istituzionali: «La condivisione dell’urgenza è un punto di partenza, ma adesso servono decisioni concrete. Il lavoro documentale e istituzionale è stato sviluppato; ora occorre una chiara assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni, affinché l’iniziativa possa essere valutata e portata avanti nelle sedi competenti».

La società conclude chiedendo attenzione, trasparenza e una visione strategica adeguata alle esigenze del territorio. Nessuna scorciatoia, dunque, ma un confronto istituzionale che consenta di valutare concretamente la proposta e le sue potenziali ricadute per la provincia di Messina.

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