Una sera d’estate di due anni fa, Gianfranco Pistorio con accanto la sua compagna di vita Stefania Arcidiacono mi parlò per la prima volta di un’idea. Mi sembrò una bella idea. Solo una bella idea. Pochi giorni dopo mi spiegò meglio la sua “idea”: era molto strutturata e – a prima vista – mastodontica. Non pensavo che fosse realizzabile in poche settimane.

Ed era vero. In realtà l’idea della Biennale d’Arte di Messina io la stavo conoscendo in quei giorni, ma mi resi conto – dopo un po’ – che Gianfranco ci stava lavorando da molto tempo. La sua idea era un progetto ambizioso e molto articolato. Nel progetto, la “Biennale d’Arte di Messina” io avevo un ruolo. Ed un compito conseguente. Il mio compito era concentrato sull’arte teatrale. Una rassegna teatrale che doveva debuttare di lì a pochi mesi per la prima manifestazione: Expoarte 2024. Selezionai quattro titoli, adatti allo scopo di una rassegna all’interno di un contenitore fortemente identitario e funzionale ad una manifestazione caleidoscopica come la Biennale d’arte. I quattro titoli erano un insieme interessante e “compatto”, con messinscene collaudate create da miei colleghi molto qualificati ed affidabili.
Fra i quattro titoli c’era anche “Sikaniae”, uno dei miei spettacoli più rappresentativi, da me diretto ed interpretato, scritto anni fa con Dario Tomasello. La rassegna si svolse su due diverse locations: il cortile del Rettorato dell’ Università di Messina ed il chiostro dell’Arcivescovado. Accanto ai quattro eventi da me selezionati ci fu un quinto evento musical-teatrale curato dall’associazione benefica “I fikissimi” nostri compagni di strada da quella occasione. La prima edizione della rassegna teatrale andò bene. Anche se… la “prima” andò a vuoto. L’evento che avevo scelto “La stanza artistica” di Giovanna Gaudenti, non si tenne perché doveva svolgersi nello spazio aperto del cortile del rettorato e nel giorno designato per il debutto piovve. Poteva sembrare un segno avverso della sorte. Oggi lo possiamo leggere, come una “benedizione” dal cielo.
Infatti, la “Stanza artistica” (un evento multidisciplinare, con una scenografia e dei costumi che richiamavano i quadri di Van Gogh) è stato uno degli spettacoli più riusciti della rassegna teatrale della Biennale d’Arte 2025. Gli eventi teatrali previsti dalla rassegna dello scorso anno sono stati sette: quattro selezionati da me e tre accolti dalla Biennale d’arte.
La Biennale d’arte di Messina lo scorso anno ha compiuto un primo salto di qualità. Non a caso è stata la prima Biennale vera e propria. Mi sono state affidate, nel 2025, l’arte teatrale e l’arte cinematografica. E’ stata per me, un’edizione molto impegnativa, ma alla fine molto gratificante. Ho consolidato alcune scelte per la rassegna teatrale, che ha ospitato sette eventi teatrali, quattro scelti da me, fra i quali la mia versione di “La centona” di Nino Martoglio e tre propostimi dalla Biennale, che anche lo scorso anno hanno incluso “I fikissimi” nel cartellone, accanto ai quali si è aggiunta l’Ammi (Associazione Mogli Medici Italiani) che ha proposto un proprio evento canoro. Gli eventi teatrali nell’occasione si sono svolti tutti al Monte di Pietà di Messina.
L’anno scorso ho curato la direzione della prima rassegna cinematografica della Biennale: una rassegna articolata in due rassegne intersecate fra di loro: una prima a carattere non competitivo, con titoli scelti da me ed una seconda competitiva, destinata a cortometraggi con un tema indicato da me (la resilienza) ed un limite di durata, 15 minuti compresi i titoli. I cortometraggi partecipanti sono stati valutati da tre giurati di prestigio che ho individuato nel regista Christian Bisceglia, la produttrice Anna Mazzaglia e l’attore Maurizio Marchetti. I tre giurati hanno scelto il primo corto vincitore della prima rassegna cinematografica della Biennale d’Arte di Messina. La rassegna si è articolata in tre serate tutte tenutesi al Salone degli Specchi della Provincia di Messina, dove è stato anche proclamato il vincitore della prima edizione, un regista italo-greco, cui abbiamo comunicato la vittoria per telefono, poiché si trovava in Grecia, dove gli è stata inviato il premio in palio.
Quest’anno c’è stato il secondo salto di qualità. La Biennale d’Arte di Messina si è aperta alla città dirimpettaia di Messina, Reggio Calabria, e la manifestazione ha riguardato l’Area integrata dello Stretto di Messina, trasformandosi in “Expoarteduemari 2026”. Anche quest’anno ho curato la direzione artistica della rassegna teatrale e di quella cinematografica.
La rassegna teatrale ha previsto undici eventi (dei quali sette selezionati da me), ed è cominciata a fine settembre da un evento musical-teatrale per concludersi con un evento consimile, l’esibizione del coro della scuola “Maurolico”, una scelta che ho fatto per rendere più concreta la presenza attiva dei giovani nella nostra manifestazione. I sette eventi in rassegna si sono tenuti in due diverse locations: il “Monte di Pietà” e la Chiesa di Santa Maria Alemanna, che ha ospitato fra l’altro l’evento da me diretto: il reading del romanzo di Andrea Camilleri “La caccia al tesoro”. Anche in questa terza occasione si è rinnovata la presenza de “I fikissimi” nel nostro cartellone; ed anche quella dell’Ammi.
L’evento iniziale è stato “Anime al sud” evento canoro-teatrale ideato e creato da Carla Luvarà e si è conclusa con l’esibizione del Coro del Maurolico, scelta che ho fatto per includere i giovani in modo attivo nella nostra manifestazione.
La rassegna cinematografica, anche in questa seconda edizione, si è snodata in due rassegne intersecate fra di loro, come nella prima edizione, una a carattere non competitivo con opere cinematografiche di vario formato selezionate da me e l’altra a carattere competitivo con una ventina di cortometraggi pervenutici con la durata massima di 15 minuti sul tema di quest’anno che era la memoria. Anche la giuria di quest’anno, è stata composta da personalità prestigiose del settore: lo storico del cinema Nino Genovese, la documentarista Novella Aurora Spanò ed il regista Salvo Presti hanno scelto il vincitore.
In questa edizione la rassegna cinematografica si è svolta al Monte di Pietà, dove sono state proiettati i film (lungometraggi e cortometraggi) ospitati dalle due rassegne “gemelle” ed è stato proclamato il vincitore della rassegna competitiva sul tema della memoria.
La Biennale d’arte di Messina il prossimo anno ripartirà dalla connessione con Reggio Calabria. È come una creatura vivente in continua evoluzione. E’ venuta alla luce in modo sorprendente. In tre edizioni ne sono accadute di cose. Ed ancora ne accadranno nelle prossime edizioni. E dire che quella sera d’estate di due anni fa, quando Gianfranco insieme a Stefania me ne parlò mi era sembrata “solo” una bella idea…
(Nicola Calì, regista-autore-attore)
FOTO DI COPERTINA: A. Anselmo



