Esistono percorsi capaci di far dialogare la storia millenaria di un territorio con la bellezza selvaggia della natura e l’intimità della devozione popolare. Uno di questi è senza dubbio il Cammino del Venerabile Monsignor Mercurio Maria Teresi, uno straordinario itinerario storico, naturalistico e devozionale che si snoda nel cuore della Sicilia, a Montemaggiore Belsito.

Questo cammino non è una semplice escursione, ma un vero e proprio viaggio nel tempo. Il percorso ripercorre le tracce di un illustre cittadino, missionario e Arcivescovo di Monreale, unendo la ricchezza monumentale del centro urbano all’antico sistema delle regie trazzere, fino a immergersi nel verde incontaminato della Riserva Naturale Orientata Bosco Favara e Granza.
Il cammino prende il via nel vibrante cuore barocco di Montemaggiore Belsito, sul sagrato della Basilica di Sant’Agata V.M. Questo luogo, centro nevralgico della fede cittadina, è profondamente legato alla memoria del Teresi, che qui operò instancabilmente. A pochissimi passi dalla chiesa, i pellegrini possono visitare la sua casa natale: un luogo di memoria storica che custodisce il ricordo delle sue umili origini prima della nomina ad Arcivescovo.
Lasciandosi il centro storico alle spalle in direzione est, il percorso scende verso le aree periurbane, un tempo motore dell’economia agricola del borgo. Qui si incontra il Bevaio Santa Fara, un’antica e imponente struttura idrica. In Sicilia, i bevai (o abbeveratoi) rappresentavano veri e propri punti strategici per il ristoro degli animali durante la transumanza.
Subito dopo il bevaio, l’itinerario si innesta ufficialmente sull’antico tracciato della Regia Trazzera. Qui l’asfalto cede il passo allo sterrato, costeggiato da muretti a secco e uliveti secolari che regalano ampie vedute panoramiche sulla valle del Fiume Torto e sulle maestose vette delle Madonie. Proseguendo in direzione sud-est, si attraversa una delle tratte rurali più suggestive del comprensorio fino a raggiungere il Bevaio Battaglia. Situato in un antico crocevia rurale, questo luogo rappresenta una sosta fondamentale per i viandanti e racconta storie di passati insediamenti agricoli e storici feudi.
Superato il Bevaio Battaglia, il paesaggio cambia drasticamente. La trazzera inizia a costeggiare la fitta vegetazione del Bosco Favara, parte della Riserva Naturale Orientata. La macchia mediterranea lascia spazio a maestose querce e sugheri, regalando una piacevole frescura e l’opportunità di fare birdwatching grazie a una ricca biodiversità ornitologica. Il cammino prosegue lambendo le pendici boscose nei punti in cui l’acqua sorge spontanea dal sottosuolo. Lungo il sentiero si incontrano:
• Acqua di Rizzi: un piccolo abbeveratoio incastonato tra la vegetazione, storicamente celebre per la purezza e la freschezza delle sue acque montane.
• La sorgente dei Funtanazzi: caratterizzata da un flusso costante che alimenta le zone umide della riserva, un tempo risorsa vitale per pastori e contadini locali
L’ultimo tratto del percorso esce gradualmente dalla copertura boschiva per salire verso il valico montano di Portella Granza, dove il cammino si conclude magnificamente in cima a questo storico passo collinare. Lì sorge l’Edicola Votiva eretta in onore di Monsignor Teresi. Questo punto non è soltanto un luogo di profonda sosta spirituale e devozionale per i pellegrini, ma offre anche uno straordinario belvedere a 360 gradi sull’intera riserva del Bosco Granza e Favara e sulle vette circostanti: il finale perfetto per un’esperienza indimenticabile.
(Giuseppe Mesi)



