Ieri 8 agosto 2026, nonostante l’afa estiva soffocante, la piazza di Messina è tornata a riempirsi per dire un no fermo e deciso alla costruzione del Ponte. Una mobilitazione parte di un fronte di resistenza molto più ampio, capace di travalicare i confini siciliani e intrecciarsi con le grandi vertenze sociali e ambientali di tutto il Paese.

Al fianco dei comitati locali hanno sfilato i movimenti No Tav della Val di Susa, gli attivisti contro il Muos di Niscemi, i manifestanti contro il Cpr di Castel Volturno, la rete pro-Palestina e le delegazioni giunte dalla Terra dei Fuochi (Napoli), da Brindisi, Taranto, Palermo e dalla Calabria (Cosenza).
La colonna sonora del corteo partita da Piazza Cairoli alle 19:00, la testa della marcia è stata accompagnata dalle note storiche e di protesta di Francesco Guccini (La locomotiva), Caparezza (La grande opera) e Turi e Kaos (Tempesta del secolo), unitamente alle bandiere dei partiti di centrosinistra, delle sigle sindacali e dei gruppi ambientalisti. La manifestazione si è svolta in tono contenuto a causa del tragico crollo del palazzo a Pistunina, in cui hanno perso la vita diverse persone, tra cui Alessandra Frazzica. Per rispetto delle vittime e del lutto cittadino, il concerto conclusivo previsto in Piazza Lo Sardo è stato annullato.
Durante la sfilata è stato ricordato Santino Bonfiglio, storico attivista scomparso all’età di 80 anni il 2 aprile 2025. Chiudiamo con alcune voci della piazza: Federico Alagna: «La presenza di tanta gente in un momento così difficile per Messina dimostra ancora una volta un attaccamento al territorio che non è acritico, che è un prendersi cura degli spazi in cui viviamo»; Guido Sturniolo: «Questa non è una giornata di festa, proprio per il lutto che sta vivendo la città. Ma la mobilitazione resta necessaria perché non si tratta più di dire Ponte sì o Ponte no. L’obiettivo dev’essere la chiusura della Stretto di Messina Spa»; Antonio Mazzeo: «La società Stretto di Messina fa parte di un sistema di interessi economici e politici costruito attorno all’opera»; Renato Accorinti (ex Sindaco di Messina): «Questa città il Ponte non lo vuole e l’opera deve essere cancellata dai progetti».
(Loredana Aimi)



