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OMICIDIO ITALIANO a Milazzo, la difesa di Cordici punta sull’ABBREVIATO: SI DECIDE IL 17 LUGLIO

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Si va alla fase dell’udienza preliminare per il procedimento nei confronti di Pippo Cordici, 64 anni, agente di commercio originario di Pace del Mela, residente nella frazione di San Marco di Milazzo, indagato per l’omicidio del vicino di casa, il commerciante 84enne Salvatore Italiano, ucciso a colpi di pistola a Milazzo il 10 luglio 2025 e lasciato in un sacco in località Bastione.

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Al centro dell’udienza, celebrata ieri mattina davanti al gup del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto Giuseppe Sidoti, la richiesta di rito abbreviato inoltrata dagli avvocati difensori di Cordici, i legali Nino Aloisio e Tommaso Calderone. Richiesta che è stata rigettata dal giudice in quanto l’abbreviato non è previsto per il reato di omicidio aggravato. Per questo gli avvocati Aloisio e Calderone hanno sollevato eccezione di costituzionalità in relazione alla norma che preclude l’accesso al giudizio abbreviato per chi rischia la condanna all’ergastolo. In realtà sul punto si era già pronunciata la Corte Costituzionale ritenendo infondato il caso. La difesa ieri l’ha riproposta ma sotto una diversa chiave di lettura : poiché è il pm a fare il capo d’imputazione prevedendo l’aggravante, questo impedisce alla difesa di accedere all’abbreviato precludendo così la possibilità che il contraddittorio tra le parti si svolga in condizioni di parità, in violazione degli articoli 3 -24 -27 e 111 della Costituzione.

Il giudice si è riservato di decidere sull’eccezione e ha rinviato il procedimento al prossimo venerdì 17 luglio. Se la questione dovesse essere ritenuta rilevante e non manifestamente infondata, il processo verrebbe sospeso per la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale; in caso contrario il procedimento proseguirà in forma ordinaria.

Nel corso dell’udienza l’accusa è stata rappresentata dal procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Verzera, mentre i familiari della vittima si sono costituiti parte civile assistiti dall’avvocato Tommaso Autru Ryolo.

Secondo la ricostruzione della Procura, Cordici che è un provetto tiratore sportivo, in possesso di arma regolarmente registrata, avrebbe ucciso Italiano esplodendo tre colpi di pistola- due in testa e uno alla spalla- al culmine di un contrasto maturato da una serie di liti tra i due vicini di casa. L’inchiesta aveva preso una svolta decisiva grazie all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nella zona del ritrovamento del cadavere di via Capuana, in località Bastione, sulla riviera di ponente. Tra gli elementi ritenuti fondamentali dagli investigatori vi era il passaggio della Fiat Panda appartenente alla vittima, circostanza che ha contribuito a indirizzare gli accertamenti nei confronti di Cordici, poi trovata dalla Polizia abbandonata nell’area industriale di Giammoro.

Nelle settimane successive all’arresto, l’imputato aveva ammesso davanti al giudice di aver sparato a Italiano, sostenendo che il delitto fosse maturato al termine di una violenta lite nata inizialmente per un episodio di viabilità e poi degenerata a causa di vecchie controversie di vicinato legate ad una concessione edilizia intestata alla moglie di Cordici su cui l’anziano commerciante Italiano aveva richiesto accesso agli atti presentata al Comune. Sarà ora il gup a decidere se il procedimento dovrà proseguire immediatamente verso il dibattimento o se la questione sollevata dalla difesa dovrà essere rimessa all’esame della Corte costituzionale.

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