Dopo le presentazioni a Parigi e Trieste, attraverso Orchidea Latina APS prende forma a Roma un percorso di proiezioni, incontri e diplomazia culturale, a partire da Trastevere.
ROMA, 1 novembre 2026 – Il cinema come strumento di memoria, la traduzione come incontro fra lingue e la diplomazia culturale come occasione per avvicinare comunità differenti. È su questi tre livelli che si sviluppa il lavoro di Cecilia Salaices, presidente di Orchidea Latina APS, intorno a «Obispo Rojo», il documentario messicano del regista Francesco Taboada Tabone dedicato a monsignor Sergio Méndez Arceo, vescovo di Cuernavaca.


Attraverso testimonianze e materiali d’archivio, il film ricostruisce il percorso di una figura significativa e controversa della storia ecclesiale latinoamericana, al centro di dibattiti sulla giustizia sociale, la solidarietà e il rapporto fra Chiesa e società. La sua circolazione ha già raggiunto l’Europa: il 9 ottobre 2026 «Obispo Rojo» è stato presentato al Festival Vive Mexico di Parigi, al cinema Luminaur Hôtel de Ville, con un incontro con il regista e la direttrice della fotografia Fernanda Robinson. Il 29 ottobre il documentario è stato inserito nel programma del Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste, al Teatro Miela, con la partecipazione annunciata del regista.
In questo contesto internazionale si inserisce il contributo personale di Salaices, che nell’ottobre 2026 ha completato la traduzione italiana dei dialoghi e delle testimonianze del documentario. Un lavoro di adattamento linguistico e culturale, attento ai riferimenti storici, sociali ed esistenziali, per renderlo accessibile a spettatori italiani senza smarrire il significato del racconto originale. Salaices ha chiesto che il contributo sia riconosciuto nei materiali dell’opera con la dicitura: «Traduzione italiana: Cecilia Salaices, secondo gli accordi da perfezionare con i responsabili della versione definitiva».

La sua attività non si limita alla traduzione. Dopo un incontro con Francesco Taboada Tabone a Roma il 18 ottobre, e con l’autorizzazione del regista a promuovere il film nella capitale, Salaices ha avviato attraverso Orchidea Latina APS un percorso di contatti e collaborazioni. Si tratta di una serie di incontri con interlocutori culturali, accademici e istituzionali: un lavoro di diplomazia culturale pensato per creare relazioni, far conoscere l’opera e accompagnare le proiezioni con spazi di approfondimento.
Un’attenzione particolare è rivolta a Roma, dove si lavora a un’iniziativa nel quartiere di Trastevere, territorio ricco di esperienze artistiche e interculturali. L’obiettivo è abbinare alla visione del documentario un dialogo con il pubblico, valorizzando il confronto fra cultura messicana e contesto italiano. Il percorso romano si collega alle interlocuzioni già intraprese con realtà della cultura e della formazione, fra cui una proposta trasmessa all’Istituto Italo-Latino Americano (IILA) e contatti esplorativi con ambiti universitari e cinematografici.
Salaices e Orchidea Latina APS stanno inoltre elaborando un possibile ciclo di incontri culturali e accademici, anche articolato in più appuntamenti, intorno a tre assi di discussione: religiosità, sincretismo e inculturazione; storia e dibattito sulla teologia della liberazione; Dottrina Sociale della Chiesa, dignità umana e responsabilità collettiva. Le modalità di presentazione saranno definite nel dialogo con gli interlocutori e con i titolari dell’opera, rispettando l’integrità e il contesto.
La prospettiva va oltre una singola città. Le tappe già documentate di Parigi e Trieste mostrano che «Obispo Rojo» è entrato in un circuito di confronto europeo; il lavoro di Salaices mira a contribuire a questa circolazione aprendo ulteriori occasioni di incontro in Italia e dialogando con altri contesti culturali del continente. Accanto al circuito del festival, l’associazione porta avanti una propria attività di mediazione, promozione e costruzione di collaborazioni per fondere nuove occasioni di dialogo.
Per Salaices, che ha conseguito la Licenza in Scienze Sociali presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, questo progetto prosegue un impegno iniziato anni fa con Orchidea Latina APS: fare della cultura uno spazio nel quale persone, istituzioni e tradizioni possano incontrarsi senza cancellare le proprie differenze. La traduzione rende comprensibili le parole del film; la diplomazia culturale cerca di creare le condizioni perché quelle parole possano essere ascoltate e discusse. È così che, attraverso una serie di incontri e una rete di relazioni, «Obispo Rojo» può diventare un ponte fra Messico, Italia ed Europa.



