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Barcellona, ALESSIA TROVATO scaglia ”LA PIETRA BLU” e colpisce IL CUORE dei PRESENTI 

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Al tramonto di Spinesante una lezione magistrale di vita, amore familiare e poesia pura: la presentazione del libro edito da Smasher diventa un manifesto contro il pietismo sterile.

Ci sono sere in cui il tramonto non è semplicemente la fine di un giorno, ma l’inizio di una rivoluzione silenziosa. Nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 16 luglio, la splendida cornice del “Marea Lounge Bar” sul Lungomare di Spinesante a Barcellona Pozzo di Gotto si è trasformata nel palcoscenico di un evento straordinario, dove la bellezza mozzafiato del sole che si spegneva nel mare di Sicilia ha fatto da sfondo a un’emozione densa, palpabile, che ha travolto i numerosissimi presenti. La protagonista assoluta è stata Alessia Trovato, una donna che ha saputo trasformare la propria esistenza in un’opera d’arte e di denuncia, presentando il suo potente libro intitolato significativamente “Dentro la pietra blu”, edito da Edizioni Smasher.

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L’incontro ha segnato il secondo, attesissimo appuntamento della rassegna letteraria “Parole al Tramonto”, una felice intuizione firmata dalla casa editrice Smasher in preziosa e collaudata sinergia con la Libreria Gutenberg. Un’iniziativa che sta riscuotendo un buon successo, dimostrando come la cultura, quella vera, possa accendere e rinfrescare anche le menti in questa bollente estate del 2026.

Attorno ad Alessia si è stretto un caloroso abbraccio collettivo: la famiglia al completo, tanti amici, e poi alcuni iscritti al CODI di Barcellona, un unico rappresentante dell’associazione citata da Alessia come quella che le ha cambiato la vita, Saro Ingegneri, amico di famiglia, hanno tutti testimoniato un affetto che va ben oltre la semplice stima intellettuale.

Eppure, tra i tavoli e i sorrisi, c’era una presenza invisibile ma fortissima che ha aleggiato per l’intero incontro, donando un’atmosfera quasi magica alla serata: quella della mamma di Alessia, la signora Franzina. Una figura indimenticabile per chiunque l’abbia conosciuta. Il libro stesso è un ponte sospeso tra cielo e terra: parte delle poesie racchiuse nel testo portano infatti la firma della madre, e Alessia le ha volute integrare e fondere con i propri versi, creando un dialogo eterno e indissolubile.

Quella “madre unica” ieri era lì, seduta idealmente accanto alla figlia, mentre il papà, con la dignità e la commozione tipica dei grandi uomini, osservava orgoglioso da una posizione più defilata. Accanto a loro, una straordinaria rete familiare totalmente coinvolta: sorelle, fratello, cognati e nipoti, uniti in un nucleo d’amore indistruttibile.

A guidare il pubblico tra le pagine dell’opera è stata l’editrice Giulia Carmen Fasolo, impeccabile moderatrice, che ha speso parole di profondo elogio per l’autrice, unendo il rigore professionale alla dolcezza dell’amicizia. Di grande spessore l’intervento della professoressa Marianna Gensabella, che ha rievocato gli anni universitari di Alessia, ricordandola come una studentessa instancabile, mossa dal bruciante desiderio – oggi pienamente realizzato – di fare comunicazione.

Alessia Trovato – classe 1984, affetta dalla nascita da tetraparesi spastica e laureata in Lettere e Giornalismo – ha dato vita a un vero e proprio gioiello letterario. Il volume è un viaggio introspettivo diviso in quattro capitoli, dove ogni sezione è associata a una gemma, simbolo di uno stato d’animo. Ma non c’è solo intimità: tra i versi, che dialogano costantemente con le delicate illustrazioni curate da Monica Russo, Antonio Furnari, Carmen Trovato e Andrea Francesca Furnari, pulsa la forza della denuncia. Vi è un grido fermo contro le atrocità della guerra, l’odio, la prepotenza e l’ipocrisia del perbenismo di facciata.

Momenti di intensa commozione si sono vissuti durante l’intervento della sorella Carmen Trovato, che ha fatto gli onori di casa ringraziando la platea. Il legame tra le due è apparso talmente profondo da dare la dolce impressione che Carmen protegga Alessia con un istinto quasi materno, pur senza mai voler sostituire l’insostituibile “Mamma Franzina”. Carmen ha ironizzato con affetto sugli “scontri” quotidiani tra sorelle, definendoli per ciò che sono realmente: pura espressione d’amore che si risolve sempre in un sorriso e in una risata condivisa.

Il dibattito è stato ulteriormente arricchito dalle parole della cognata, Monica Russo, la quale ha raccontato con orgoglio come abbia attivamente favorito l’esordio e la partecipazione di Alessia all’interno della testata giornalistica Paperboy e alla web radio Salerno Village, valorizzandone il talento naturale. Subito dopo, Roberta Macrì ha offerto una riflessione lucida e tagliente, ribadendo quante barriere architettoniche e, soprattutto, quante barriere mentali le persone con disabilità debbano ancora affrontare nella società odierna. L’auspicio forte, condiviso da tutti i presenti, è che si possa finalmente compiere un salto culturale concreto. La Macrì ha poi concluso formulando i migliori auguri per il successo dell’opera e della vita dell’amica.

La serata si è conclusa con un piacevole buffet offerto agli ospiti, ma ciò che ognuno ha portato a casa è una consapevolezza profonda e rinnovata. La lezione di Alessia Trovato è limpida: esistono persone capaci di prendere la disabilità a pugni, rifiutando categoricamente ogni forma di sterile pietismo e assistenzialismo. Alessia non chiede compassione, ma esige – e merita – di essere apprezzata, letta e giudicata esclusivamente per il valore immenso della sua mente, della sua penna e della sua straordinaria anima.

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