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Il MIRACOLO di una FOTO ritrovata dopo 60 anni: GLI EX ALUNNI del Prof. Venuto si riuniscono NEL SEGNO DI UN LEGAME INDISTRUTTIBILE 

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Cronaca di una serata in cui le rughe hanno ceduto il passo ai bambini di ieri.

 

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Ci sono storie che sfidano le leggi del tempo e la frenesia della modernità digitale, nascondendosi tra le pagine ingiallite di un vecchio album di famiglia. È iniziato tutto così, quasi per gioco, tra la polvere dei ricordi: il ritrovamento di alcune foto di classe in bianco e nero, una scansione rapida, la condivisione sulle chat e quella fiammata improvvisa che spinge a cercarsi, trovarsi e, infine, riabbracciarsi. Ieri sera, a distanza di quasi sessant’anni dal loro primo incontro tra i banchi, un nutrito gruppo di ragazzi nati all’inizio degli anni ’60 si è ritrovato attorno a un tavolo per una di quelle cene che ridefiniscono il valore della parola “amicizia”.

Il filo conduttore di questa straordinaria reunion è il ricordo indelebile del Maestro Francesco Venuto, la guida spirituale e pedagogica che dal 1967 al 1972 ha plasmato questo gruppo affiatato, presso la Scuola elementare “Capuana” di Barcellona Pozzo di Gotto. Un uomo d’altri tempi, capace di lasciare un’impronta così profonda che, quindici anni fa – in occasione dell’ultimo grande incontro del 2011 – fu presente di persona insieme ai suoi figli, stupendo tutti nel riconoscere, uno per uno, i volti ormai adulti dei suoi amati allievi. Oggi, nel commosso ricordo dei compagni scomparsi nel corso degli anni, il gruppo si è riunito per celebrare il 59° anno dal loro primo giorno di scuola, ponendo le basi per i grandiosi festeggiamenti del sessantennale previsti per il prossimo anno.

Presenti al tavolo Giuseppe Pollicina, Gaetano Mercadante, Giovanni Trovato, Nuccio Garofalo, Felice Candido, Mariano Giunta, Maurizio Scilipoti, Francesco Scardi, Nino Siragusa, Franco Antonuccio, Gianni Pino. In video collegamento da lontano Sebastiano De Iannello e, in rappresentanza della memoria del Maestro, il figlio Vincenzo Venuto.

In un’epoca dominata dall’ossessione di immortalare ogni istante sugli schermi degli smartphone, emerge la controtendenza poetica di uno dei protagonisti, Giuseppe Pollicina, che ha deciso di vivere la serata attraverso l’ascolto profondo, scegliendo deliberatamente di non scattare alcuna foto del momento presente. Le sue riflessioni, intime e lucide, descrivono perfettamente la magia che si è sprigionata tra i commensali:

«No, non la metto una foto questa volta», racconta Pollicina con un pizzico di commozione. «Non la metto perché la sensazione di pace e spensieratezza provata nel vedere il sorriso di un nutrito gruppo di “anziani” non può essere fotografata. Ieri sera mi sono goduto l’ascolto. Voci che si incrociavano sciorinando ricordi, aneddoti, fatti antichi e nomi recuperati dalla memoria di ciascuno. Li ho visti ridere di gusto, dimenticare qualche problema, ricordare le piccole cose e guarire qualche ferita aprendo il cuore».

Il bilancio del tempo trascorso non diventa nostalgia, ma celebrazione della vita: «Sessant’anni sono un tempo immenso. In mezzo c’è stata la vita: i sogni realizzati e quelli lasciati per strada, gli amori, il lavoro, le partenze, i ritorni, le vittorie e le perdite. Eppure, per qualche ora, tutto quel tempo sembrava essersi accorciato. Dietro ogni volto segnato dagli anni continuavo a intravedere il bambino che era stato, quello che correva nel cortile della scuola, che imparava a scrivere, che rideva per nulla. Forse è questo il regalo più bello di incontri come questi: ricordarci che, sotto le rughe, sotto le preoccupazioni e sotto il peso degli anni, resta intatta una parte di noi che il tempo non riesce a consumare. Una parte che riconosce subito gli antichi compagni e si sente ancora a casa».

L’incontro si è concluso con la consapevolezza che la felicità non necessita di grandi eventi, ma ha semplicemente bisogno di una tavolata, di qualche ricordo condiviso e del calore di persone che hanno attraversato la stessa identica stagione della vita. Nessuno scatto del 2026 sui social, dunque, per scelta deliberata: l’immagine più bella resta impressa nella memoria di chi, sessant’anni dopo, sa ancora perfettamente cosa significhi stare bene insieme.

A corredo dell’articolo sono presenti i documenti storici dell’archivio della classe: le quattro foto storiche del quinquennio 1967/1971, le immagini della storica reunion del 2011 alla presenza del compianto Maestro e i recentissimi scatti del 2026.

Scuola elementare “Capuana” – Barcellona 1967/1968

Scuola elementare “Capuana” – Barcellona 1968/1969

Scuola elementare “Capuana” – Barcellona 1969/1970

Scuola elementare “Capuana” – Barcellona 1970/1971

Réunion del 27 Agosto 2011

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